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Sostiene Perea

Scritto da il 07/10/2014

Bisbylandia

 

 

Doveva succedere, e sabato è successo.

No, non mi riferisco alla sconfitta del Grifo quanto al fatto che dopo anni non ho potuto seguire la partita in diretta dal vivo o almeno in Tv, perché purtroppo ero impegnato in una riunione che dalle 10 è terminata alle 18. Questo rende difficile scrivere un pezzo perché è sulla base del live che tutti noi maturiamo le opinioni (gli highlights sono spesso specchietti per le allodole).
Però alcune cose forse le ho capite.

La sconfitta di La Spezia è nelle cose di un campionato lungo come la B. Formazione un po’ rabberciata, avversari che si giocavano una partita fondamentale con Bjelica a rischio esonero ad affrontare la gara coi suoi pretoriani, anche a costo di far fuori grandi nomi: la classica partita di nervi dove la squadra sotto pressione o sbraca o sopravvive. Ciò che lascia perplessi è che i nervi abbiano tradito i nostri giocatori e non gli spezzini, che mentalmente erano messi peggio.

Capacità di reazione c’è stata, come col Vicenza, ma sono stati necessari 3 schiaffi (gol e due espulsioni) per tornare a giocare. Non esiste squadra che sappia dominare per 42 partite, ma dall’atteggiamento mentale è passata la partenza sprint del Grifo, quindi speriamo che a questo livello la squadra torni ad esprimersi come nelle precedenti partite.

Le critiche si sono appuntate su Rabusic, che ha fallito un paio di occasioni. Posto che ne avevo sentite anche nella partita contro il Brescia, gara in cui mi era piaciuto parecchio, prima di iniziare ad etichettare ritengo opportuno capire cosa aspettarsi dal giocatore e cosa serve alla squadra. D’altronde prendere di mira un giocatore era già successo, quest’anno, con Marco Rossi: posto che non è Maldini, ma nemmeno Cudini, l’ex cesenate ha zittito parecchie delle critiche- infondate almeno per la metà- che gli erano piovute addosso dopo la partita col Vicenza. Così, per dire.
Rabusic (o Bubusic, che ormai s’è preso a chiamarlo così) gioca molto con e per la squadra, e questo è un punto a favore. E’ a zero gol in 7 gare (ha segnato solo in Coppa Italia), e questo è IL punto contro. All’inizio pensavo che il problema maggiore fosse nell’intesa con Falcinelli, con i due  scarsamente compatibili. Poi la partita di Bari, il gol sull’asse Bubusic- Falci ed il dubbio che allora forse i due potessero coesistere. Eppure, prima di Bari ed anche nelle ultime partite, la sensazione è che un Parigini, in coppia con uno dei due, ci stia meglio (sarà una questione di compatibilità o perché il Grifo riesce a giocare al meglio anche quando gli altri sembrano sulle gambe? Ancora non si sa…).
Senza contare Perea che, seppur non al 100%, è per me in prospettiva di un’altra categoria (un po’ come Goldaniga e Verre, quest’ultimo assente a La Spezia).

Ecco, Perea. Nella mia testa il giovane colombiano, una volta terminato il recupero e fatto salvo che l’infortunio non gli lasci strascichi, sarà un vero talento non per il Grifo ma per tutta la Serie B, e lo vedo quindi come futuro titolare, con l’attuale coppia Falci- Bubusic a giocarsi, in questo 3-5-2, la seconda maglia dell’attacco (e con Parigini pronto a spaccare le partite nel finale). Anche il rientro di Fossati dovrebbe consentire a Taddei di interpretare il ruolo di mezzala e con la sua classe ed esperienza il brasiliano potrà fornire quegli inserimenti che ad oggi sono un po’ mancati.
Una squadra di calcio è una questione di meccanismi: basta che un giocatore sia fuori forma o non abbia nel suo repertorio alcuni movimenti che ecco anche altri ne risentiranno. Non a caso, più che un Mazzeo (tirato fuori al primo passo falso, e per fortuna che ha trovato una collocazione…) secondo me sabato ci sarebbe stato più utile un Gagliardini, dato che l’emergenza in questo momento, tra squalifiche, infortuni, convocazioni ed usura fisica, è più là che in attacco.
Ricordando perché non è arrivato il giovane scuola di scuola atalantina, eviterei di riparlare di Mazzeo, al quale peraltro non posso che serbare gratitudine per quanto fatto l’anno scorso, ma quel che è successo poi non è stato il modo migliore per lasciarsi, ecco, ed ha finito con l’incidere sulla costruzione del Grifo di oggi. Anche se solo per un tassello. Ma ogni tassello determina il corretto funzionamento di un meccanismo complesso come una squadra di calcio.

 

Pensiamo e custodiamo quel che c’è, perché chi c’è ha già dimostrato di poter stare in questo contesto e di eventuali aggiustamenti se ne riparla a dicembre; per mettere da parte c’è tempo: bollare un Rabusic in questo momento significherebbe privarsi di una carta importante nel corso della stagione. Quindi domenica primo gol per lui, così siamo tutti contenti.

Riprendo un paio di frasi scritte due settimane fa, perché erano pensate proprio per questi momenti:
1. La cosa più saggia da dire, e la mettiamo in maiuscolo e la scriviamo con l’uniposca ognuno sul suo seggiolino allo stadio (no, non lo fate, era per dire), è che IN SERIE B OGNI PARTITA E’ UN’AVVENTURA DI CUI NON SI CONOSCE LA CONCLUSIONE, e di risultati scontati ce ne sono pochi davvero, e sicuramente non all’inizio dell’anno calcistico.
2. (…) Serie B, torneo storicamente equilibrato e ricco di colpi di scena. D’altronde basta vedere i punteggi messi insieme lo scorso anno dalle squadre della cadetteria: se il Palermo, dopo un inizio stentato, ha fatto praticamente campionato a sé (+ 2 in media inglese, cioè vittoria in casa e pareggio fuori), dall’Empoli in giù i ritardi dalla media inglese sono stati di 12 (per i toscani, promossi direttamente), 16 (Latina) ed addirittura 18 punti per il Cesena che ha poi vinto i playoff. Chi ha fatto gli spareggi ha vinto tra le 16 e le 19 volte (meno della metà delle partite) ed ha perso almeno 10 gare (lo stesso Empoli è andato ko 10 volte, mentre Crotone e Bari sono uscite sconfitte addirittura 13 volte, quasi un terzo delle gare giocate!).

Dopodiché questa giornata mi insegna che devo limitare al massimo le assenze dal Grifo, ma questo figurati se non lo sapevo: purtroppo quando 15 persone fissano una riunione a Roma diventa difficile vincolarle al calendario del Perugia, anche se sarebbe giusto così, perbacco.
In ogni caso, quando prendiamo appuntamenti, giro col calendario della serie B aggiornandolo pure col quadro degli anticipi e dei posticipi, più di così…
La B è difficilissima, ma siamo risaliti dalla D senza che ci abbiano mai regalato nulla. Da questa forza morale dobbiamo sempre prendere spunto.

 

Forza Grifo!

 

Federico Basigli

Scritto da
il 07/10/2014.
Registrato sotto PERUGIA CALCIO, Primo Piano.

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