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Sir Conad, dalla grande paura alla gioia: la terza finale scudetto in quattro anni è realtà

Scritto da il 28/04/2019

Questa serie di semifinale lunga e snervante non poteva che richiedere cuori forti. Anche questa volta la Sir Safety Conad Perugia ha dovuto superare soprattutto se stessa per avere ragione di una grande Azimut Modena, che non ha accusato segni di cedimento nemmeno quando ha perso Bednorz per infortunio, e staccare finalmente il biglietto per la terza finale in quattro anni. Sembravano non essere nella serata migliore i ragazzi di Lollo Bernardi, apparsi almeno inizialmente in preda alla paura e alla fatica, ma alla fine la voglia e la determinazione nel centrare l’obiettivo è stata sufficiente. Il tutto al di la delle lacune tecniche che anche oggi non sono mancate. Ma è tempo di pensare al futuro: l’ultimo ostacolo verso il secondo tricolore consecutivo, cosa che non avviene dal 2003/04 quando fu la Sisley Treviso a bissare il titolo dell’anno prima (nel 2004/05 arrivò addirittura il tris ai danni dell’allora RPA Perugia), si chiama ancora una volta Lube Civitanova. Servirà una Sir ancora migliore per entrare nella leggenda. Si inizierà con il primo atto, sempre al Pala Barton, già mercoledì prossimo.

I numeri Che Perugia sia stata obiettivamente premiata oltre i suoi meriti lo dimostrano le cifre. La prevalenza, seppur leggera, si è registrata in attacco (55% vs 52%, con lo stesso numero di errori, 6) mentre identico è stato i numeri dei punti a muro (8 vs 8). In battuta gli uomini di Velasco hanno fatto meglio (8 punti vs 7) anche se sbagliato di più (23 vs 19). Infine la ricezione, andata anch’essa appannaggio degli ospiti (37% vs 32%). A togliere le castagne dal fuoco è stato Aleksandar Atanasijevic, MVP di questa “bella”, 21 punti di cui uno in battuta e con il 50% in attacco.

Cronaca Velasco conferma Tillie sulla linea degli schiacciatori e l’avvio è scoppiettante: Leon e Lanza lanciano subito la prima mini fuga (2-0), Bednorz e Holt, bravo a chiudere a muro su Podrascanin, l’annullano subito (2-2). L’ultimo sussulto di un primo set decisamente sotto tono è di Atanasijevic (8-7), che poi si fa murare da Christenson (12-13). Il successivo colpo di Tillie cambia radicalmente il corso della partita (12-14): Perugia sbaglia troppo e Modena difende e mura meglio. Mazzone e un errore in attacco Lanza spostano definitivamente gli equilibri (14-18). I giochi si chiudono con l’ace di Tillie che vale il 18-23 e con il servizio di Leon che termina sulla rete.

Si torna in campo e le cose si mettono subito male per Perugia, che subisce break in serie e appare alla stregua di un pugile suonato. Ai canarini riesce praticamente tutto e ne è chiara testimonianza l’ace di Bednorz (8-14). Il Potke e Leon provano a reagire (17-20), ma ancora Bednorz fa male dai nove metri (17-23). Sembra l’inizio della fine, ma Bernardi si inventa una mossa assai imprevista: fuori Lanza e Podrascanin rispettivamente per Hoag e Galassi (così impone il regolamento sugli stranieri) e succede ancora una volta l’imponderabile. Il canadese infila la bellezza di quattro ace consecutivi che riaprono tutto (22-23). La parità è ripristinata dall’errore in contrattacco dello Zar (23-23). Tillie regala il set point agli emiliani (23-24), ma Bata lo annulla prontamente (24-24). La scena si ripete nello scambio successivo, ma il muro del Potke manda i Block Devils ad un passo dal miracolo (26-25). Il diagonale di Lanza è vincente: 27-25 con Perugia che torna in gara quando sembrava esserne uscita definitivamente.

Gli effetti di questa rimonta non meno clamorosa di quella di gara 3 sembrano essere benevoli in avvio di terzo set: Podrascanin ed un super Ricci confezionano il 3-0 (il centrale ravennate torna a farsi vede a muro). Zaytsev ed Urnaut mettono la freccia e in un batter d’occhio Modena passa sul 12-13. Si va avanti punto a punto con l’idea che a fare la differenza possano essere i dettagli: quando Tillie centra l’asta l’ottimismo per il 2-1 sale, ma l’episodio che cambia tutto è il seguente: Lanza riesce a mettere giù il pallone risolvendo una situazione tutt’altro che agevole, ma secondo l’arbitro è palla accompagnata. In effetti il replay evidenzia che la decisione potrebbe essere legittima anche se l’infrazione non era poi così rilevante: la sostanza è che dal possibile 22-21 si passa al parziale inverso, cosa che peserà non poco nell’economia del gioco. La situazione peggiora quanto Christenson trova fortunatamente il nastro al servizio e i canarini usufruiscono di due set point (22-24). Mazzone sfrutta il secondo: finisce 23-25 e i Block Devils iniziano a vedere le streghe.

In effetti anche il quarto gioco non inizia nel migliore dei modi. Modena sembra averne di più e si porta sul 7-11 con Urnaut. Il discorso cambia quando è Leon ad andare in battuta: gli ace del 9-11 e del pareggio sono suoi, mentre il colpo del sorpasso è di Magnum (12-11). Il primo allungo bianconero è dato da un contrattacco errato di Zaytsev, confermato dal video check che esclude il tocco a muro (17-15), ed è proprio lui stesso dapprima a mostrare imprecisione sempre in fase avanzata (20-17) e a farsi stoppare sotto rete da Ricci (21-17). Chiude Leon (25-20) e siamo 2-2.

Si va dunque al tie break che evidenzia equilibrio soltanto nelle primissime fasi (2-2), poi Lanza e Bata iniziano a mettere le cose in chiaro (5-2). Holt e Kaliberda, un altro ex, provano a rispondere (6-4), ma ancora le due bocche di fuoco bianconere rispediscono i canarini a distanza di sicurezza (9-4). Non c’è più partita e un terrificante diagonale di Leon giustizia gli avversari. Perugia va in finale è può mettersi alla caccia di un’altra impresa.

SIR SAFETY CONAD PERUGIA – AZIMUT LEO SHOES MODENA 3-2

(19-25, 27-25, 23-25, 25-20, 15-8)

PERUGIA: Ricci 9, Leon 22, Lanza 10, Atanasijevic 21, De Cecco 3, Podrascanin 9, Colaci (libero 16%), Piccinelli, Hoag 3, Galassi, Seif. Ne Berger, Della Lunga, Hoogendoorn. All.: Bernardi.
MODENA: Bednorz 10, Tillie 10, Zaytsev 21, Christenson 4, Holt 12, Mazzone 10, Rossini (libero 17%), Pierotti, Keemink, Urnaut 6, Kaliberda, Pinali. Ne Anzani, Benvenuti. All.: Velasco
ARBITRI: Rapisarda – La Micela
DURATA SET: 24’, 33’, 32’, 31’, 15’. Tot 2h15’. Spettatori 3953

Enrico Fanelli – TifoGrifo.com

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il 28/04/2019.
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