Santopadre: il mercato, i progetti e… i prezzi dei biglietti
Scritto da Ettore Bertolini il 07/08/2018Infastidito dalla sconfitta, dispiaciuto per le critiche sul prezzo dei biglietti. Massimiliano Santopadre, però, nel suo stile, rilancia e guarda avanti. Al mercato, che in settimana avrà la sua svolta con almeno tre arrivi degli 8 cui necessita la squadra; e ai progetti di lungo respiro, lo stadio e le altre infrastrutture, sui quali puntare per lasciare il segno a Perugia e per il Perugia.
La sconfitta col Novara.
“Confesso che la sconfitta non mi è andata molto giù, abbiamo iniziato con paura, forse per le scorie del precedente campionato che hanno pesato su alcuni. Quando ci siamo svegliati potevamo anche pareggiare, ma non siamo stati nemmeno fortunati. Il terzo gol loro ci ha troncato le gambe. Ma è calcio d’agosto e, d’altra parte, ben cinque squadre di serie B sono state eliminate al primo turno. Il Novara era più brillante di noi, sembrava quasi il Perugia della scorsa stagione durante le prime uscite”.
Il prezzo dei biglietti: un errore, ma critiche esagerate.
Ma più del risultato, Santopadre è rimasto male per le critiche di una parte della tifoseria per il prezzo del biglietto. Ammette che, anche in considerazione dell’incompletezza del mercato, magari il prezzo avrebbe potuto essere abbassato e assicura che nelle prossime occasioni si terrà conto della cosa. In realtà, spiega, come sempre avvenuto negli ultimi anni, il Perugia si è limitato a seguire la consuetudine di applicare lo stesso prezzo per tutte le partite ufficiali, mentre per le amichevoli il prezzo lo decide Media Sport Event Group. Ma, ci tiene a precisare, non c’è stata in alcun modo la volontà di danneggiare i tifosi. Dati alla mano, il presidente sostiene che è semplicemente assurdo pensare il contrario. L’incasso col Novara è stato di circa 28.000 euro. Tolta l’Iva, ne restano 23 mila, che vanno divisi a metà col Novara. Se si considera che aprire il Curi per una partita ufficiale costa di per sé, tra luce, steward e altre spese vive, 10.000 euro, “si capisce, conclude, che davvero stiamo parlando del niente: e come si fa a pensare che su questo niente io avrei voluto aprire una frizione coi tifosi?”.
Le spese per le strutture e gli impegni per il nuovo Curi. Ogni euro che entra nel Perugia viene speso per il Perugia.
Santopadre è pronto a riconoscere che si poteva (e si cercherà in futuro di) fare meglio in termini di attenzioni, ma non gli è piaciuta la sensazione che qualcuno aspetti sempre coi fucili spianati il minimo errore per criticarlo e metterlo in discussione. E ciò mentre lui sta molto impegnandosi, su ben altri ordini di grandezza, sia sul versante delle spese ordinarie che straordinarie. Che elenca puntigliosamente, a far capire che il Perugia già a inizio stagione deve mettere in conto spese per quasi un milione. 360 mila euro per la sostituzione dei 22.800 seggiolini, come esige la normativa Uefa, pena la non iscrizione al campionato. Il Perugia ne sostituirà 5.000 al mese e così, per inizio anno nuovo, avrà ultimato il rinnovo di tutte le sedute. Poi ci sono i gradoni della curva nord, per i quali il Perugia ha dovuto coprire i costi del ripristino, senza il quale il Gos non avrebbe dato l’agibilità. Inoltre, ci sono 400 mila euro per investimenti per il settore giovanile (tre campi di calcio a cinque per la Scuola calcio e i relativi spogliatoi). E c’è, poi, tutta la partita del nuovo Curi. Un investimento di trenta milioni di euro, per il quale la società dovrebbe sobbarcarsi un mutuo di un milione l’anno per trent’anni. Di fronte a questi progetti ambiziosi, sostiene Santopadre, non ci si può soffermare, non si può disquisire e cercare il capello su un errore veniale della società di non aver abbassato il prezzo del biglietto di qualche euro per una partita di Tim Cup, per un incasso così maggiorato di poche migliaia di euro che non sposta di una virgola le cose e non può ragionevolmente essere causa di litigio coi tifosi. Né, dice, devono essere fatti paragoni con altre società (come il Palermo) che fanno una politica di prezzi stracciati dei biglietti per recuperare il rapporto sfilacciato coi tifosi. “Io voglio gli applausi dei tifosi per i successi della squadra e la buona gestione della società, non perché regalo i biglietti”. E, comunque, tiene a precisare una volta per tutte, “ogni piccola risorsa che entra al Perugia è da noi reinvestita rimessa per il Perugia e non ho ha mai ripreso un euro di stipendio né dei soldi investiti tempo fa”. E in aggiunta deve ancora arrivare il contributo annuale per il 2018 del Comune Perugia stabilito in convenzione”.
I social, il buon senso, l’intelligenza e la pazienza.
Se le cose stanno così e, ciononostante, viene criticato, Santopadre se la prende coi social, e non è la prima volta. Sui social, analizza, i problemi si ingigantiscono, si deformano, si drammatizzano e riescono a condizionare e influenzare in negativo una parte della tifoseria. Non ne fa una questione personale il Patron. Se servisse a creare un clima migliore, sostiene che sarebbe disposto anche a non farsi vedere in giro. Ma a lui, come ai tifosi, preme il Perugia, e allora occorre fare appello al buon senso, all’intelligenza e alla pazienza di tutti: “bisogna stare vicini alla squadra, creare un clima positivo, perché nei primi due mesi del campionato ci potranno essere difficoltà” .
Il mercato. Ancora 7-8 arrivi, i primi entro venerdì.
Dopo le prestazioni tutt’altro che entusiasmanti della squadra, tutti parlano dei ritardi nell’allestire la nuova compagine. “Lo sappiamo bene che la squadra è incompleta. Il primo a non essere contento sono io”. E spiega le difficoltà incontrate nel dover affrontare un radicale rinnovamento per la fine di un ciclo. Un ricambio anche più ampio di quello previsto (l’80% della rosa dell’anno scorso). Intanto, comunque, “il Perugia ha tredici giocatori di proprietà e solo due prestiti”. Però, sottolinea, “in 45 giorni di mercato dobbiamo sostituire ben venti giocatori, tra arrivi e partenze. Ad oggi ne sono arrivati dieci nuovi, tutti di livello buono, alcuni anche ottimo”. La spesa per i nuovi arrivati, ad oggi, è stata di 2,7 milioni (comprese le commissioni per i procuratori) inclusa la seconda tranche di pagamento di Bianchimano, versata a luglio. Ora la società si sta concentrando sullo sforzo finale. Devono arrivare negli ultimi dieci giorni del mercato, “almeno otto giocatori, di cui tre o quattro importantissimi”. Ma gli acquisti, precisa, “si fanno con i denari, non con le chiacchere”. E a chi gli fa i conti in tasca, Santopadre fa notare che, se è vero che il Perugia ha avuto ricavi intono ai 6 milioni dalle vendite, peraltro non tutti incassabili quest’anno , da questi va detratto il milione detto sopra per le spese nelle strutture”. In uscita, confermate le partenze di Monaco, Belmonte e Del Prete (ma solo dal primo la società pensa di poter ricavare qualcosa di sostanziale) oltre quella di Buonaiuto, per il quale si punterebbe invece a un buon ricavo. In entrata, non fa nomi, ma precisa che entro venerdì qualcuno dall’Avellino arriverà (probabilmente Ngawa, n.d.r.) e che ci sono altre due trattative ben avviate e due con incontri risolutori entro mercoledì: “spero che entro venerdì almeno tre di queste cinque trattative si concretizzino”.
Nesta
Su Nesta Santopadre dice che c’è fiducia reciproca tra la società e il tecnico. Nesta è rimasto un po’ spiazzato dalle difficoltà del mercato. “Ora occorre stargli vicino e, appena arriveranno i prossimi 3-4 acquisti di mercato, consentirgli di rifinire il lavoro con un altro mini ritiro di una settimana. Al momento per Santopadre è oggettivamente difficile giudicare l’operato di Nesta, dati i pochi giocatori a disposizione. “Nesta, dice, è partito con idea 4/3/1/2 poi, un po’ per scelta, un po’ perché si rende conto che potremmo non avere il trequartista (nonostante i questo ruolo Santopadre veda bene il neoacquisto rumeno, Vlad Dragomir) ha pensato anche al 3/5/2”. Ed è su questo secondo modulo, rivela il patron, che si sta più impostando il mercato del Perugia. “Anche perché, spiega, il 4/3/1/2 è u modulo di per sé più complicato e Nesta se ne sta rendendo conto”.
Caos format, ripescaggi, calendari e situazione economica generale delle società della serie B molto difficile.
Data la situazione caotica tra ricorsi, ripescaggi e diatribe sul format, il patron auspica che non ci siano prolungamenti di mercato, perché ormai le trattative che interessano il Perugia sono tutte in fase avanzata e un rinvio della scadenza del mercato sarebbe un “allungamento del brodo”, utile eventualmente solo per prolungare le trattative con giocatori poco decisi a venire a Perugia.
Sul format e le date dei calendari e del campionato Santopadre, che fa parte del Consiglio di Lega, difende la proposta dell’Assemblea delle società di B di ridurre il numero a venti squadre, ripescandone solo una, anziché tre. Ciò avrebbe permesso comunque il rispetto delle norme federali, consentendo però una boccata di ossigeno in più alle società. Perché le risorse sono sempre più esigue e la riduzione a venti squadre avrebbe consentito in media un introito maggiore per ogni società di circa 1,2 milioni, praticamente quasi dimezzando il debito medio che è intorno ai tre milioni per squadra. La situazione nella cadetteria, spiega, è difficile, al limite della sostenibilità economica e, se non si andrà a soluzioni di questo tipo, “negli anni prossimi rischieranno il fallimento altre società”.
Per la data dei calendari, rinviata in attesa che si chiarisca almeno la vicenda Avellino (perché se gli irpini dovessero aver ragione davanti ai giudici amministrativi, si rischierebbe un campionato a 23 squadre!) Santopadre conferma che, al momento, la data ipotizzata è il 13 agosto a Milano.
Daniele Orlandi – Ettore Bertolini – TifoGrifo.com