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Non siamo più in Calo(ri)

Scritto da il 25/02/2015

Bisbylandia

Un Brescia che doveva vincere per allungare sulle ultime, in vista della prevista penalizzazione che lo porterà in fondo o quasi alla classifica nonostante gli importanti valori presenti all’interno della sua rosa, subisce il Grifo per due terzi della partita ma lo surclassa per 10 minuti, eppure quel breve periodo quasi gli basta per far sua la posta intera, perché se Koprivec non devia sulla traversa il tiro del possibile 2 a 0 faremmo altri discorsi. Poi il Grifo riprende subito il comando della gara impattando al rientro in campo e finisce il lavoro grazie anche alla maggiore freschezza. Una partita che ha ricordato, per molti versi, quelle di inizio campionato, col Grifo a macinare mano a mano gli avversari superandoli alla distanza sul piano del ritmo e dell’organizzazione tattica. Come avvenuto anche col Modena: partenza stentata e, una volta passati in vantaggio, dominio totale del campo e del gioco.

Avviso ai naviganti: non è più la Legapro, dove se volevi la promozione, ed il Grifo non poteva non volerla, dovevi vincere e lo spartito era quello. La B è variazione di ritmo, cogliere l’attimo e se qualcosa va male avere nervi saldi per recuperare. Con tutto il rispetto, non ci sono Paganesi né Nocerine. L’ho scritto già un paio di volte, ma penso sia il concetto base della serie B, e quindi lo copio-incollo: posto che il Grifo ha come obiettivo primario la salvezza, l’anno scorso chi ha fatto gli spareggi promozione (e ripeto: chi ha fatto gli spareggi promozione) ha vinto nella regular season tra le 16 e le 19 volte (meno della metà delle partite) ed ha perso almeno 10 gare (lo stesso Empoli è andato ko 10 volte, mentre Crotone e Bari sono uscite sconfitte addirittura 13 volte, quasi un terzo delle gare giocate!). Questa è la B, una categoria balzana dove spesso la somma di Calaiò + Maniero + Rosina dà… zero gol.

Due partite, due vittorie e playoff ad un passo. Classico periodo positivo in cadetteria, insomma, dove si passa dalle stelle alle stalle con continui, violenti, viaggi di andata e ritorno.
Si passa, quindi, dalle urla verso i giocatori, che peraltro l’impegno nel 90% dei casi lo hanno sempre messo (e se non ce lo mettono penso che nello spogliatoio ci siano elementi, sia persone come Comotto che figure dirigenziali, che sappiano, debbano e possano provvedere), all’impellente voglia di playoff. Bene: il traguardo resta però la salvezza e la situazione di classifica è adeguata all’obiettivo. Sembra quasi banale, ma questo è.

Certo, se dopo il miniciclo Spezia- Frosinone- Lanciano- Vercelli (tre in casa e la sola trasferta in Ciociaria) si mettono assieme buoni punti, allora magari uno inizia a pensare ad altro. Ma ora no, proprio no, anche perché i playout sono a 6 punti di distanza, e se li giocherebbero squadre interessanti, e capaci di serie positive, come Brescia (in attesa di penalizzazione) ed una tra Entella, Modena, Latina (terzo lo scorso anno, ma con un Jonathas in meno) o Cittadella, con il Catania retrocesso direttamente (!).
Sì, il Catania di Calaiò, Maniero, Belmonte, Sciaudone, Gillet e compagnia cantante. Ed il Carpi, seppur in flessione, è primo in classifica. Capito che campionato è la cadetteria?

Spezia, allora. Quella giocata in terra ligure è stata l’unica partita del campionato che non ho visto in diretta, essendo a lavoro. Ed è la partita che più di tutte ne ha segnate altre (perché le successive due sono state profondamente segnate da quella disgraziata trasferta ligure, tra strascichi e squalifiche). Lo Spezia è una squadra davvero particolare e conta su una rosa di prim’ordine, tant’è che in avanti si è disfatta di due giocatori, ormai in esubero, del calibro di Ebagua e… Ardemagni. Eppure un attacco con Catellani, Giannetti e Nenè in B lo hanno in pochi. Come in pochi hanno un portiere del calibro di Chichizola, estremo difensore capace di grandi parate, precedentemente protagonista in un club come il River Plate. Se portiere e punta (Chichizola- Nenè) sono, quindi, di eccellenza, difesa e centrocampo, in media molto giovani, sono da battaglia. Scordiamoci il Brescia, insomma, una squadra che gioca e lascia giocare. Tra Spezia e Frosinone sarà battaglia di fioretto fino a un certo punto, ma di sciabola di sicuro, e bisognerà reggere botta anche nel terreno dell’agonismo, cosa che con l’arrivo di Rizzo di certo ci riesce meglio.

Quello che rincuora, tra secondo tempo col Modena e buona parte della trasferta di Brescia, è che il Grifo è tornato a muoversi da squadra e che i nuovi innesti sono sembrati fin da subito adatti al progetto e ben integrati.
In attesa del miglior Faraoni a destra (ma Fazzi è davvero una garanzia, e mi sembra stia diventando sempre di più un giocatore indispensabile e duttile alla Moscati), del possibile ingresso di Mantovani in difesa (nei tre di difesa, la fascia l’ha sempre fatta solo nella difesa a 4 come terzino più “bloccato”), di Nielsen in mezzo, le vere novità sono state oltre ad Ardemagni (le cui caratteristiche erano già note) Hegazy e Rizzo. L’egiziano ha fatto le prime due partite davvero bene (a mio avviso migliore in campo assieme a Fabinho col Modena), salvo calare un po’ a Brescia: Caracciolo è di per sé un brutto cliente e l’inattività pregressa spesso presenta il suo conto proprio dopo 2-3 partite dal rientro. Bisognerà stringere un po’ i denti queste due settimane, ma le premesse sono davvero rosee. Lo stesso Rizzo si è dimostrato il giocatore che doveva essere: un cagnaccio della metacampo. Che ci abbia anche messo un assist, nel pareggio di Ardemagni, è un di più non certo secondario.

Ma forse il vero rinforzo di gennaio si sta dimostrando Fabinho. Il funambolo dallo scrivente tanto adorato sta dimostrando che anche in B può fare la differenza, e dopo aver fornito assist fantastici contro il Modena ha fatto lo stesso a Brescia, deliziando il pubblico con giocate d’alta scuola: se continua così ed impara magari a segnare in un anno 3 o 4 gol banali ci troviamo un giocatore da Serie A. Per sognare, comunque c’è tempo: pancia a terra contro Spezia e Frosinone, saranno battaglie.

Forza Grifo!

Federico Basigli – TifoGrifo.com

Scritto da
il 25/02/2015.
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