Messa per Renato Curi. La toccante omelia di don Mauro Angelini.
Scritto da Redazione il 19/05/2021I tifosi dodicesimo uomo, Renato sempre in campo per il Perugia perché immortale.
Don Mauro Angelini è l’assistente spirituale dell’A.C.Perugia ma anche, come gli piace sempre sottolineare, “dei tifosi del Grifo”. La sua omelia alla Messa celebrata oggi in ricordo di Renato Curi (a suo tempo rinviata per le restrizioni imposte dal Covid) ha plasticamente tratteggiato questo suo doppio ruolo. Rivolgendosi alla squadra, ai rappresentanti della società e ai familiari di Renato Curi (unici ammessi, per rispettare le normative anti-pandemia) Don Mauro ha voluto sottolineare lo strettissimo legame tra la tifoseria, la squadra e il ricordo vivo di Renato. Ricordo ottimamente simboleggiato, ha sottolineato il Rettore della Chiesa del Gesù, dalla decisione dei giocatori di indossare, dopo la partita di Salò, la maglietta con il numero otto, quello di Curi. “Giocare nel Perugia, ha detto don Mauro, significa davvero aver attaccata alla pelle la Sua Maglia, e percepire la Sua presenza come quella di un angelo che vi custodisce e aiuta nei momenti difficili”. Per questo, il cappellano ha definito “unica, indimenticabile” e irripetibile l’esperienza di giocare col Perugia. E ha ringraziato Renato che “ogni anno ci fa fermare e riflettere” a pensare alle cose davvero importanti, come la “presenza del Signore, l’amore, l’amicizia, la generosità”. E anche lo Stadio Curi, il luogo che ha visto passare dalla vita alla morte Renato, “campione in campo e fuori”, ha un significato speciale per chi veste la maglia del Grifo. Un grande riconoscimento Don Mauro lo ha dedicato ai tifosi del Grifo. “La nostra è una delle tifoserie più belle d’Italia” ha detto don Mauro. I tifosi del Perugia sono da sempre “il dodicesimo uomo in campo”. Affermazione confermata e attualizzata, per DonMauro, dalla grande manifestazione di sostegno prima di Salò e da quella che i tifosi preparano per salutare la squadra prima della partita a Terni. Ma, ha aggiunto Don Angelini, “il Perugia gioca sempre in tredici, anche in trasferta” e il tredicesimo è proprio Renato, “sempre in campo perché immortale” a dare tutto “finché c’è n’hai” come recita la canzone Ligabue “Una vita da mediano”.
Su gentile autorizzazione di Don Mauro Angelini, riportiamo qui di seguito la trascrizione integrale dell’omelia da lui tenuta per la messa in ricordo di Renato Curi.
E’ bello essere qui a ricordare RENATO CURI ogni anno, il Covid non poteva fermarci, è un appuntamento doveroso verso Renato, verso la tutta la CITTA’ che qui in un Perugia – Juventus del 1977 esattamente il 30 ottobre è passato a miglior vita!
Si a miglior vita, perché la morte è solo un passaggio alla vera vita carissimi. Al termine della partita vita a Salò che ci ha permesso di ritornare in B è stato significativo che tutti abbiate indossato la maglia NUMERO 8 di Renato sapete perché? Si, certo perché con Renato c’è una spinta in più…ma anche per altri motivi che oggi voglio illustrarvi:
-Innanzitutto giocare nel Perugia Calcio significa davvero attaccata alla pelle la Sua Maglia, la numero 8 e percepire LA SUA PRESENZA quella come di un ANGELO che vi custodisce e vi aiuta nei momenti difficili. Ed è per questo che giocare con la maglia del Perugia è una esperienza unica, indimenticabile che non si ripeterà altra squadra.
– Giocare allo Stadio Curi non è come giocare in un qualsiasi stadio, è giocare in un rettangolo di gioco che ha visto un campione in campo e fuori, passare alla vita eterna, sì la vita eterna… ringraziamo Renato che ogni anno ci fa fermare, ci fa riflettere, noi spesso malati di attivismo e quasi storditi ci dimentichiamo delle cose importanti, quelle vere: la presenza del Signore Gesù, nella nostra vita, l’amore, l’amicizia, la generosità..
– Il Perugia gioca sempre in 13 anche in trasferta…perché se il 12 esimo uomo in campo sono i tifosi quest’anno assenti ma sempre presenti l’incitamento prima di Salò e poi preparatevi, vedrete domani alla partenza per Terni… (la nostra è una delle tifoserie più belle d’Italia…) Il 13esimo uomo è Renato Curi, lui è sempre in campo perché immortale: lui dal cielo non conosce infortuni, Covid e squalifiche Renato è sempre lìiiii lì nel mezzo finché ce ne hai, dai, Tutto! (esattamente come dice LIGABUR in una sua canzone)
Carissimi, ogni partita siete in 13! Non scordatelo mai! Grazie Renato, sei nel cuore di una città, sta a noi custodire la tua eredità, Renato entra sempre di più nel cuore di ogni giocatore che indosserà questa maglia!