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Lettera aperta di un tifoso a Breda: “Serie A o meno, Perugia ti ricorderà con affetto”.

Scritto da il 17/05/2018

Caro Roberto ti scrivo…

Ciao mister, permettimi di chiamarti Roberto, so che capirai.

Ci siamo conosciuti in una sera piovosa, l’ennesima di una stagione in cui l’inverno, caprioccioso come gli infanti, non ne vuol sapere di lasciare spazio alla dolce primavera.

Poco male, la mia Perugia è sempre bella, freddo o caldo, non fa differenza.

Perugia è città con le mura, che apprezza il forestiero che non ha la pretesa di spaccare il mondo, di insegnarle qualcosa. Tu sei stato in linea con questa filosofia, posso assicurarti che i perugini hanno apprezzato il tuo stile, il rispetto per la città che ti ha ospitato.

Quella sera, tornato a casa dissi tra me: “Breda è un gentiluomo”.

Con la mente tornai al tuo arrivo a Perugia, la situazione complicata, la squadra che navigava spaesata in un mare in burrasca.

La rotta sembrava smarrita, difficile vedere terra, serviva un condottiero calmo e prudente. Immagino che chi ti aveva scelto aveva valutato queste tue qualità, allora utilissime, ma ancora oggi certamente non superate. Partita dopo partita hai scansato lo scetticismo generale. Anche il mio, sarò sincero. Romanticamente, e so che comprenderai, durante il ballottaggio con Cosmi il mio cuore pendeva dalla parte del prode Serse. Troppo forte il legame con quegli anni d’oro, l’epoca della serie A, dei Tedesco, Miccoli, Mazzantini e altre decine di grifoni nobili, indimenticabili.

In gennaio, da tifoso, mi sono chiesto se fosse stato giusto cambiare nuovamente allenatore. Confesso dopo la sconfitta interna contro l’Empoli di aver pensato che un cambio avrebbe portato alla famosa “scossa”.

Confesso e non ne ne vergogno. Gli stupidi non cambiano mai idea, i superficiali, quelli che pensano di sapere sempre tutto.

La risposta ai miei dubbi l’hai fornita tu, spazzandomeli via, proprio come il vento riesce a fare con le cose inutili.

Dalla partita contro l’Entella in poi, esclusa quella interna contro il Cittadella, hai permesso alla squadra di volare, di scalare, partita dopo partita, posizioni in classifica.

La società ha rinforzato la rosa in maniera egregia, acquisendo calciatori come Dellafiore, Magnani, Gustafson, elementi importanti, determinanti.

Dalle sabbie paludose ed infime dei playout, tu e i tuoi allievi avete raggiunto il paradiso che spetta alle prime otto.

In una serie B così complicata come quella attuale non era affatto scontato.

Altre squadre sono rimaste dietro, squadre che schierano pezzi da 90 come Gilardino, Granoche, Kragl, Brugman, solo per citare qualche nome.

Poco importa se il “Bredismo” non è entusiasmante come il calcio champagne praticato dal tuo antico maestro Delio Rossi a Salerno. Lì non conta solo il modulo, contano gli interpreti e Rossi a Salerno schierava centrocampisti come te, Giovanni e Giacomo Tedesco, e scusate se è poco.

Tu avevi interpreti differenti ma altrettanto bravi e, se non si fosse infortunato Bandinelli, forse le cose sarebbero andate diversamente.

Con i sè e con i ma non si è mai fatta la storia, questa è solo una mia opinione da tifoso.

Può un calciatore fare una squadra?Assolutamente no, rispondo io, ma può un tassello completare egregiamente un puzzle.

E Bandinelli, sempre secondo me, completava quel puzzle da te abilmente agglomerato.

Le cose sono finite come sappiamo, Nesta ti ha ringraziato parlando di tavola apparecchiata. L’occasione ghiotta di disputare i playoff, la possibilità di centrare una storica promozione, ce l’ha grazie al tuo lavoro e a quello dei tuoi collaboratori.

Quando penserò a Roberto Breda e alla sua esperienza a Perugia, mi tornerà alla mente una squadra ereditata in una condizione psicologica non facile capace contro ogni pronostico di conquistare gli spareggi promozione con una giornata di anticipo.

E per questo, da tifoso, permettimi caro Roberto, di ringraziarti infinitamente, e penso di interpretare il pensiero dei più.

Ho un sogno, come tutti i tifosi, quello della serie A, e se sono lì a sperare che possa realizzarsi, è perché tu e la squadra, quei benedetti spareggi promozione li avete raggiunti.

Ti saluto con stima.

Lelio.

Raffaele Garinella-TifoGrifo.com 

Scritto da
il 17/05/2018.
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