Le linee guida sanitarie per la ripresa del calcio: ritiro chiuso, test a tappeto per tutti, sanificazione di tutti gli alloggi e luoghi di allenamento. E probabile ripresa scaglionata: prima la serie A, poi B e C.
Scritto da Redazione il 15/04/2020
Il ritiro chiuso, come quello estivo, cioè un “ritiro permanente”, almeno nel primo periodo di allenamento, che dovrà coinvolgere tutto il “gruppo squadra”, perché in questo momento anche effettuare controlli periodici non garantirebbe “patenti di immunità” su cui la comunità scientifica è a dir poco scettica”. E, poi, un doppio test, molecolare rapido e sierologico, per tutto il gruppo squadra (calciatori, staff tecnico, medici, fisioterapisti, magazzinieri e personale più a stretto contatto con i calciatori) da cui risulti che tutti sono negativi. E, ancora, un’anamnesi accurata, una visita clinica (valutazione degli eventuali sintomi e misurazione della temperatura corporea) ed esami strumentali e del sangue. Inoltre, la sanificazione del luogo per l’allenamento (intendendo per luogo il Centro Sportivo, le palestre, gli spogliatoi e gli alberghi, qualora i club non abbiano una propria sede per il ritiro). Il protocollo, poi, si incentrerà nella gestione del ritiro con attenzioni specifiche alle varie attività di allenamento e sull’organizzazione per l’impiego delle diverse strutture, compresa la sala medica e fisioterapica.
Su input della Federazione Italiana Gioco Calcio, per facilitare l’espletamento di tutte le procedure di screening e favorire una migliore organizzazione logistica, è poi previsto che si possa prendere in considerazione la possibilità di consigliare una ripartenza a tre velocità: priorità alla Serie A, per poi proseguire con Serie B e Serie C.
Questi le principali risultanze emerse dalla riunione odierna (in videoconferenza) della Commissione medico scientifica della FIGC, presieduta dal Prof. Paolo Zeppilli, incaricata di tracciare le linee guida del protocollo sanitario di garanzia per la ripresa degli allenamenti finalizzati alla ripartenza dei campionati professionistici. “Un protocollo, si legge sul Portale della FIGC, ispirato ai principi di semplicità, fattibilità e attendibilità, che prevede una serie di prescrizioni e raccomandazioni per l’individuazione e la conservazione del gruppo squadra”. Con il contributo del responsabile medico dell’Associazione Italiana Arbitri (AIA) Angelo Pizzi, le prescrizioni saranno adeguate anche ai direttori di gara, tenendo presente le specificità della categoria.
Dopo la riunione odierna, è previsto che il presidente della Commissione, il professor Paolo Zeppilli, farà una sintesi degli eventuali ulteriori contributi dei componenti e stilerà il documento, che il Presidente Gravina trasmetterà quanto prima per la valutazione ai Ministri per lo Sport Vincenzo Spadafora e della Salute Roberto Speranza. E’ prevedibile, perciò, che la definizione finale del protocollo ci sarà la prossima settimana.
La commissione nelle ultime due settimane ha sentito vari esperti: Roberto Cauda (prof. di Malattie Infettive dell’Università Cattolica), Massimo Fantoni (Direttore Unità Covid-19 del Policlinico Gemelli), Walter Ricciardi (componente Oms, consigliere del Ministero della Salute) e Francesco Vaia (Direttore Sanitario dell’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani). Il Presidente federale Gabriele Gravina ha ribadito a tutti i componenti che l’obiettivo della FIGC è “far ripartire il calcio in sicurezza”, per cui “è fondamentale in questa fase mettere a punto le migliori procedure possibili per riprendere l’attività quando ripartirà tutto il Paese. Lavoriamo senza fretta, ma senza sosta per farci trovare pronti quando le istituzioni ci daranno il via”.
Daniele Orlandi – Agenzia Stampa Italia
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