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L’avvocato del diavolo

Scritto da il 01/12/2015

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“Scommettiamo che se Bisoli non tocca una virgola rispetto a sabato e carica a pallettoni i Grifoni, si torna dal Partenio col bottino pieno?”

Terminava in siffatta maniera il nostro pezzo la settimana passata. Scommessa vinta, con sommo gaudio. Non è stata propriamente una passeggiata, anche perché Bisoli, purtroppo ha dovuto rinunciare a tre pezzi da novanta, altro che virgole. Rizzo, Ardemagni e …mezzo Fabinho. E non è stata una passeggiata, perché nella serie B di quest’anno non esistono passeggiate: tutte le squadre sono in grado di perdere e vincere contro chiunque alla stessa maniera. Tutte (udite, udite) tranne due. Il Cagliari ed il Perugia. Il Cagliari perde solo fuori casa e solo se i suoi tanti, tantissimi solisti di caratura notevolmente superiore prendono a cantare ognuno per conto proprio, smettendo di farlo in coro, altrimenti non ce n’è per nessuno. Manifesta superiorità tecnica. Il Perugia invece ha perso e perderà in futuro solo se abbandonerà la strada tattica maestra del 4-3-3 o se dovesse calare di concentrazione (le sconfitte di Pescara, Latina e Ascoli sono illuminanti), perché altrimenti come sarà possibile segnare al Perugia? Tutte – si diceva – possono perdere e vincere contro tutte. Un solo esempio tra i tanti. Prendete il Brescia. Campionato di lusso, al di sopra di ogni aspettativa, attacco mitraglia. Arriva al Curi e ne becca quattro. Poi va a matare nientemeno che il Cagliari. Non è stata una passeggiata al Partenio, perché l’Avellino è avversario serio, soprattutto tra le mura amiche. Con una coppia di attaccanti capaci di fare male a chiunque. Grifo in ulteriore, netta ed evidente crescita. Nel gioco, anzitutto, nei singoli interpreti, nella personalità e complessivamente come squadra, pur se con qualche sbavatura. Così come – tra i pochissimi – eravamo stati ottimisti nel periodo buio, senza farci abbattere da nulla e da nessuno, così ora, nel magico momento in cui al Grifo ha cominciato a funzionare il turbo non ci faremo esaltare da nulla e da nessuno. Ad Avellino, nonostante lo svantaggio, il Perugia non è dispiaciuto nemmeno il primo tempo. Buona personalità, buona circolazione di palla, discreta intensità (tutt’altra rispetto ad Ascoli, ad esempio) diverse le occasioni create. Solo due difetti da correggere.

In primo luogo, come peraltro sottolineato da Bisoli nel dopopartita, abbiamo preso un gol – per quanto bello – da polli. Perché a contrastare la seconda palla avversaria da calcio piazzato al limite dell’area ci deve andare il centrocampista o l’ala meno forte di testa: nella fattispecie lo straordinario Zebli. Che invece ha peccato di ingenua gioventù, si è addormentato limitandosi a guardare da lontano Gavazzi. Tirata d’orecchie. Doppia, per giunta, perché Zebli che è perugino e non ivoriano, ha fatto fare il fenomeno al ternano che aveva promesso ai propri simili un gol al Grifo e li ha accontentati alla grande. Salvo “bregnare” a fine partita, come tutto lu Libbero Libberati il 24 ottobre.

In secondo luogo, siamo stati ingenui a lasciare campo e profondità alle ripartenze avversarie. Soprattutto fuori casa non dovrà più accadere, perché l’Avellino è stato molto pericoloso solo per quello, con Mokulu soprattutto che per fortuna è uscito anzitempo. E’ tempo di svelare il segreto di Pulcinella. Oramai tutte le avversarie, sottolineo tutte, hanno capito che per fare male al Perugia occorre provare a prenderlo in contropiede sulle due fasce: di tentare per vie centrali non se lo sogna nessuno, nemmeno il Cagliari che ci ha sbattuto il muso. E questo perché lo straordinario Del Prete e l’ottimo Spinazzola (e prima di lui Alhassan) sono molto bravi in fase di spinta, meno in quella di copertura. Così, se a turno si sgancia uno dei due per creare la superiorità numerica in fase di possesso palla è necessario che o le mezzali o il centrale di centrocampo siano pronti a coprirli, perché altrimenti se perdi palla becchi il contropiede che può farti male. E lo becchi regolarmente da una delle fasce anche perché col 4-3-3 qualche spazio in più lo devi lasciare se vuoi fare male davanti. E per fare male davanti con questo modulo è fondamentale la spinta dei terzini. Solo una squadra, finora, il Lanciano, ha messo in difficoltà il Perugia per l’intera partita, perché ha offerto un tipo di giocata che le riusciva molto bene: ripartenza veloce su palla persa dai Grifoni – come detto – sulla fascia scoperta, scatto palla al piede di venti metri ad aggredire lo spazio e sull’uscita in copertura di uno dei due centrali, scarico sulla fascia opposta anziché imbucata centrale. Se non hai in campo Rizzo, straordinario in queste chiusure preventive sulla fascia destra, o il Della Rocca che contro il Brescia ha salvato di testa quasi sulla linea di porta impedendo il gol che poteva riaprire i giochi, qualche problema lo potremo avere anche in futuro. A patto che tanto Del Prete, quanto Spinazzola non registrino meglio con i centrocampisti il meccanismo: ad Avellino nel secondo tempo sono stati perfetti e gli irpini, infatti, sono stati ridotti all’impotenza, eccettuata quella bella giocata di Tavano nel finale sulla quale Rosati ha fatto il…Rosati.

Per il resto solo note liete. Molto liete.

Il Parigini devastante tanto alla Insigne, ossia attaccante esterno, quanto alla Muriel, ossia da attaccante centrale con una traversa che ancora trema. Mister Bisoli, facciamo una battuta, sia chiaro: tengo a sottolinearlo perché non vorrei che qualche permaloso serioso si offenda e decreti il silenzio stampa sino a giugno. Ci siamo permessi, con largo anticipo, di suggerirle da tifosi – opinionisti il passaggio al 4-3-3. Ora, per piacere, ci regali un’altra perla e ci scusi della licenza che ci prendiamo. Fuori casa, contro avversari che tendono a spingere e a scoprirsi un pò, magari a partita in corso, perché con ci delizia con la coppia di piccoletti Parigini (centro sinistra) e Drolè (centro destra) nello stile Eder e Muriel della Samp del “poro” Zenga? Scommettiamo che faranno le fiaccole?

Su Rosati, Volta, Belmonte e Del Prete non c’è nulla da aggiungere rispetto alla straordinaria regolarità di elevato rendimento cui ci hanno abituato. Spinazzola e Zebli si sono confermati le scommesse più belle, inventate e vinte dal Misterone. Della Rocca in crescita costante, a breve segnerà pure. Taddei vero ago della bilancia, il grande equilibratore di questa squadra, pur se ad Avellino ha faticato tanto. Zapata non pervenuto, dopo l’ottima prova contro il Brescia e, finalmente, Di Carmine. In Irpinia abbiamo scoperto un giocatore diverso da quello visto finora. Non è vero che Di Carmine abbia giocato poco. Di Carmine non ha giocato mai, prima di Avellino. Perché quello contro il Como, quello di La Spezia o quello di altri inguardabili spezzoni di partita già finiti nel dimenticatoio era il fratello lento, spento, impacciato, timoroso di Di Carmine. Di tutta altra pasta quello ammirato sabato scorso. Che andava a prendere e difendeva palla, girandola bene sulle fasce per andare a raccogliere il cross a centro area o a tagliare sul primo palo. Che ha fatto un gol da bomber di razza tutt’altro che facile e che agli avversari non la faceva vedere mai, lottando come un leone. Bravo Di Carmine, è stato un vero piacere conoscerti. Ora non ci rimandare il fratello.

Venerdì arriva il Modena e guai a fidarsi della classifica deficitaria dei canarini. E’ una squadra con evidenti limiti nella costruzione del gioco, ma robusta e rognosa come poche, che sa alla perfezione come non far giocare al calcio gli avversari in casa propria (chiedere al Cagliari), pericolosa in contropiede e per averne ragione ci vorrà un super Grifo. Modena che avrà in porta Provedel. Vi dice niente? Lo scorso campionato fummo gli unici a dire delle sciagure di cui era capace, mentre i più addirittura lo pronosticavano a gennaio in serie A. Ma attenzione, perché Provedel è un disastro nelle uscite, ma tra i pali è fortissimo (quasi imbattibile sui rigori) e – c’è da giurarci – tornerà al Curi a fare il fenomeno. Lanciamo un’altra scommessa, assai azzardata al pari di tutte le altre che abbiamo lanciato, ma vinto. Provedel venerdì sera farà i miracoli, poco ma sicuro. Ma verrà bucato. Da chi? Non lo sappiamo. Ma ci sbilanciamo sul come. Di testa.

Michele Antognoni – TifoGrifo.com

Scritto da
il 01/12/2015.
Registrato sotto PERUGIA CALCIO, Primo Piano.

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