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La sfrontatezza e la voglia di Nesta: “Ho detto ai ragazzi di avere voglia di sognare. Serie A? Ce la possiamo fare”. Santopadre: “Ecco perché ho licenziato Breda”

Scritto da il 15/05/2018

Si è presentato con grande voglia di stupire e con la sfrontatezza tipica dell’esordiente. Così Alessandro Nesta si appresta ad affrontare la sua prima avventura italiana da allenatore dopo diversi anni trascorsi all’estero. Arrivato in sordina l’ex allenatore dei Miami Fc è andato dritto al punto: l’obbiettivo è la serie A. Difficile ma non impossibile per chi di sfide nella sua vita sportiva ne ha già vinte tante.

L’ex difensore, di sicuro uno dei più grandi che abbiano mai calcato i campi di calcio, è già molto carico. Del resto per lui la realtà perugina non è del tutto sconosciuta: “Con la società ci siamo sentiti prima di Natale, mi era già stato proposto di venire ma avevo già preso altri impegni che poi non si sono concretizzati. Com’è nata questa idea? Sono venuto a salutare Rubinacci, che vive a Passignano, poi mi è piaciuto subito l’ambiente e mi è scattata la voglia di tornare in campo. Ci tengo a ringraziare Breda e i suoi ragazzi che mi hanno dato la possibilità di giocarmi i playoff. Sento di avere una grande occasione”. Il campione del mondo del 2006 non mostra alcun timore reverenziale per questa avventura tanto difficile quanto allo stesso modo stimolante: “Non mi preoccupa nulla. Dobbiamo vincere ad Empoli. Sappiamo che incontriamo una squadra ha dimostrato di avere un gioco di altra categoria. Abbiamo il dovere di creare entusiasmo. Quelli che ci sono sono i migliori giocatori al mondo. Sono tutti indispensabili, non possiamo permetterci di lasciare indietro nessuno. È fondamentale mettere da parte, per il bene del Perugia, tutti i rancori: se i tifosi hanno problemi possono venire a chiarire, dobbiamo stare uniti se vogliamo andare in A”. Sul piano tattico Nesta sarà almeno inizialmente piuttosto conservatore: “Non ho intenzione di stravolgere nulla, dobbiamo però pensare a più alternative, senza improvvisare”. Una rosa dalle ampie garanzie: “Conosco bene Diamanti avendoci giocato contro. Un autentico rompiscatole (ride ndr.), ma conosco tutti. Ne ho parlato spesso con Rubinacci del Perugia e so tutto. I leader? Ci sono e sono grandi uomini, responsabili, che fanno di tutto affinché le cose nello spogliatoio funzionino al meglio”. Poche e semplici parole pronunciata alla squadra prima dell’inizio del nuovo corso: “Ho detto ai ragazzi di sognare. Ci giochiamo i playoff non certo per partecipare, poi se gli altri sono più bravi pazienza. Se uno va in A è un grande, altrimenti uno normale”. Panoramica sulla B: “A parte l’Empoli è un campionato molto equilibrato. Non ci sono super squadre”. Possibile uno scontro con il suo amico di tante battaglie Pippo Inzaghi: “Mi ha fatto gli auguri, ma siccome portano male glieli ho rimandati. Sarà un grande piacere ritrovarci dati i momenti condivisi in passato”. L’atteggiamento dovrà essere il seguente: “Essere offensivi va bene, ma dobbiamo mantenere l’equilibrio. Bisogna portare più uomini possibili nell’area avversaria ma allo stesso tempo pronto a difenderti nel modo migliore”. Perugia per Nesta vuol dire ricordi indelebili: “Ci hanno fatto un favore non da poco (riferito al 14 maggio del 2000), spero di restituirglielo. Ricordo comunque che non era mai facile giocare al Curi, un campo stupendo. C’era grande competitività”. Importante partire subito bene: “Dobbiamo vincere. Se ad Empoli ci riusciamo accendiamo la fiamma. Se poi perdi due tre partite di fila ti deprimi”. Cerri e Di Carmine sono i punti fermi sui quali costruire l’impresa: “Ce ne sono pochi in B come loro e me li tengo stretti. Se possono coesistere con Diamanti? Si, ma devono tutti sacrificarsi e andare a duemila, sono sicuro che lo faranno”. Dopo aver fatto gli auguri a Roberto Mancini, ex compagno di squadra e allenatore (anche se per poche settimane), da oggi nuovo ct azzurro, si chiude parlando della durata del contratto: “Torno in Italia dopo sette anni e ci dobbiamo conoscere. Poi, se ci piacciamo, ci sposeremo. Come i fidanzati”.

Alla conferenza era presente anche il presidente Massimiliano Santopadre, che è voluto tornare sulla decisione di licenziare, in modo piuttosto sorprendente, Roberto Breda: “Lo voglio ringraziare perché è una persona che stimo. Quanto accaduto non deve pregiudicare il mio pensiero sull’uomo. Purtroppo il calcio è anche questo, spero capisca le motivazioni di un presidente che vuole raggiungere un sogno”. Un’idea nata già qualche settimana fa: “Mi ha fatto pensare il secondo tempo del derby, con i giocatori che avevano gli occhi pallidi dalla paura. Ho pensato che ci fossero problemi seri, ma che non fosse giusto cambiare nel rispetto di chi stava lavorando e di quel che era stato fatto. Poi la situazione è precipitata e sabato ho visto una squadra spenta, senza motivazione”. Il patron biancorosso ammette che l’approdo dell’ex Milan e Lazio a Pian di Massiano era già vicino qualche mese fa: “Avevamo pensato a lui già in occasione del primo cambio, ma aveva delle questioni personali da portare a termine”. Infine la rassicurazione: “Diamo il benvenuto a Nesta, che ci auguriamo possa dare una ventata di entusiasmo e professionalità. Vogliamo raggiungere il nostro sogno e ci crediamo. Io mi sento ancora con in piede in serie A e credo possiamo giocarci le nostre carte”.

Enrico Fanelli – TifoGrifo.com

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il 15/05/2018.
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