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Il Perugia torna bello a Varese, ma nel finale butta alle ortiche la vittoria.

Scritto da il 16/11/2014

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Imperdonabili. I grifoni buttano alle ortiche al 91′ tre punti che aveva meritato sul campo in un secondo tempo a tratti dominato. Il rammarico è immenso, perché la partita ce l’avevano in pugno e gli spazi che il Varese ha dovuto concedere erano un invito costante ad affondare la lama e chiuderla. Ma, negli ultimi minuti, il Perugia, che a tratti aveva rispolverato la propria verve migliore, è tornato a mostrare l’altra faccia, quella molle e senza gli occhi della cattiveria che la cadetteria esige dal primo all’ultimo secondo. Imperdonabili, i biancorossi, perché davvero il Varese sembrava suonato e senza più certezze. Dunque, perché concedergli campo e permettergli di gravitare con costanza dalle parti dell’area di rigore di Provedel? Questione, forse, di incapacità di gestire le situazioni favorevoli con lo spirito di lotta all’arma bianca che, per esempio, ha invece mostrato il Varese quando, sulla mischia del pareggio, si è buttato in area con sei/sette uomini e con la determinazione feroce di buttarla dentro, di riffa o di raffa. E, inoltre, visto che il Perugia è inspiegabilmente arretrato a difesa del vantaggio, forse sarebbe stato utile lmetter dentro un uomo di sostanza (Nicco) negli ultimi minuti. Il giudizio sul pareggio di Varese è inevitabilmente condizionato dall’insensato finale della gara, anche se non bisogna dimenticare i segnali positivi emersi nell’arco della partita, soprattutto nel secondo tempo. Ha funzionato il centrocampo con Fossati in regia, malgrado un Verre appannato. Crescenzi, come al solito, ha fatto due parti in commedia e sulla fascia ha assicurato un apporto costante in avanti e sicurezza in difesa. All’autorevolezza della mediana ha fatto eco la solidità della linea difensiva, come al solito orchestrata con bravura da Comotto e con Flores che si è segnalato per tempismo e senso della posizione. Il Varese, che in casa aveva fatto sfracelli, dopo un primo tempo equilibrato -nel quale comunque era stato il Perugia a creare le situazioni migliori- nella ripresa ha dovuto lasciare campo e gioco al Grifo. Un Perugia che conferma la ripresa già evidenziata con l’Entella, con un giro palla a tratti spumeggiante e una capacità di verticalizzare che, prima del gol di Parigini, aveva già messo Perea solo davanti al portiere: solo che il sudamericano si è imbambolato e ha sprecato. Messaggi di ripresa, messaggi incoraggianti, su cui Camplone dovrà lavorare da domani senza troppo indugiare sul rammarico per i due punti persi. La delusione per la vittoria mancata stasera è palpabile è inevitabile, ma domenica c’è un’altra partita. Da affrontare con la consapevolezza che il Grifo è tornato a volare; da impostare sulla qualità di gioco del secondo tempo di oggi è sulla determinazione che hanno tutte le avversarie di serie B. Insomma, tanto per intenderci, con la stessa concentrazione della partita del 4 maggio contro il Frosinone.

Daniele Orlandi – Agenzia Stampa Italia

Per la foto, si ringrazia collaborazione Roberto Settonce

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il 16/11/2014.
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