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“Il Grifo in analisi”, considerazioni a bocce ferme sul Perugia, una rivisitazione con tanto di valutazione critica e …clinica. Via Giunti, ecco Breda: il suo compito non sarà affatto facile.

Scritto da il 26/10/2017

Per descrivere l’andamento delle ultime gare disputate dal Perugia, è necessario soffermarsi su tre sintomi che colpiscono chi non riesce ad esprimersi su livelli standard, tradizionali. Parliamo di apatia, abulia e anedonia. Per apatia si intende riduzione delle motivazioni ed è apparso chiaro come le motivazioni del Perugia siano state, non inferiori, bensì differenti, da quelle del Cesena, mai vittorioso in trasferta, almeno fino alla gara del Curi. Quando le motivazioni di una squadra costruita per ben altre posizioni, come lo è appunto il Perugia, la cui bontà della rosa non è in discussione, sono ai massimi livelli, risulta inverosimile incassare tre reti dall’ultima in classifica. Bisognerà ritrovare quanto prima quelle giuste. Per abulia si intende riduzione di volontà. Non che sia mancata la volontà di far bene, sia chiaro, quella il Perugia l’ha sempre avuta, semplicemente le sconfitte, una dopo l’altra hanno minato le certezze acquisite ad inizio stagione. Ultimo, ma non meno importante, il concetto di anedonia, ovvero incapacità di provare appagamento ed interesse per attività ritenute piacevoli. È normale, visto che il piacere appaga al pari delle vittorie e, in questo caso, le ultime cinque gare affrontate, non sono state affatto piacevoli poiché si sono raccolte solo sconfitte. Questi tre sintomi portano inevitabilmente ad una riduzione del tono dell’umore, condizione che, in questo momento, affligge il povero Perugia. Appare dunque scontato che i parenti più stretti del Grifo, i suoi tifosi, non stiano vivendo momenti di serenità. Predominano la paura, la repulsione ed apprensione verso i reali o presunti pericoli che la classifica attuale ha generato e potrebbe generare. La partita che avrebbe dovuto segnare la svolta della stagione, ha segnato la fine del breve interregno di Giunti. Un allenatore partito bene, forse al di là di ogni aspettativa più rosea, e finito, purtroppo per lui, come a Castel Rigone e Foligno. Ma non è solo questo, sarebbe troppo facile addossare tutte le colpe a Giunti. L’allenatore ha sicuramente delle responsabilità, inutile negarlo, ma non è il solo. Paga lui per tutti, perché nel calcio l’allenatore paga sempre per tutti, ma nelle ultime cinque partite, in pochi hanno giocato con la giusta cattiveria agonistica. Inspiegabile questa involuzione tecnico tattica. Dopo la vittoria contro il Frosinone ed il primo posto in classifica, i presupposti sembravano ben altri. Ma tant’è, inutile guardare al passato, anche se piuttosto recente. È tempo di concentrarsi sul futuro. Come successore di Giunti, è stato scelto Breda, ex allenatore di Virtus Entella, Latina e Ternana. Senza scomodare troppo la religione ed i vangeli, è bene ricordare che, nella maggior parte dei casi, la locuzione latina “Nemo propheta in patria” ci azzecca sempre. È stato così per Giunti, anche se un’eccezione avrebbe potuto rappresentarla Cosmi. Il prode Serse che ha già dimostrato il suo valore nell’amata terra natìa, avrebbe potuto incarnare la guida ideale per il mitologico grifo, Breda permettendo. I giochi sono fatti, a Breda l’arduo compito di tirare fuori il Perugia da questo momento negativo ed evitare che a Cremona precipiti dal “turàs”.

Raffaele Garinella-TifoGrifo.com

Scritto da
il 26/10/2017.
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