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Gli olimpionici bianconeri ricevono l’abbraccio dei tifosi. Ma ora si guarda avanti: “Vogliamo una grande stagione con il club”

Scritto da il 05/09/2016

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Ripercorrere con piacere il passato pensando però al futuro. Era questo il clima che si respirava nelle primissime ore di questo pomeriggio all’Autocentro Giustozzi in via Settevalli, dove erano davvero in tanti nonostante l’orario e la giornata lavorativa a voler festeggiare i Block Devils che hanno partecipato alle olimpiadi di Rio de Janeiro 2016, tra l’altro con ottimi risultati: gli italiani Buti, Birarelli e Zaytsev, medaglia d’argento, lo statunitense Russell, medaglia di bronzo, ed infine l’argentino Luciano De Cecco, autore comunque di un ottimo percorso. A fare ovviamente gli onori di casa è stato patron Gino Sirci, aprendo di fatto la nuova stagione bianconera con il gruppo al completo: “Ivan (Zaytsev ndr) ha detto: che serietà. In fondo noi siamo persone serie, che sappiamo riconoscere come i nostri olimpionici hanno rappresentato Perugia a Rio. Poteva sicuramente andare meglio, ma guardandoci indietro, prima di partire, direi che non è andata così male. Abbiamo pero un anno per migliorarci e per soddisfare la nostra bramosia di successi. Mi auguro che questo possa fare da stimolo per una bellissima stagione qui a Perugia”. La parola poi a chi l’olimpiade l’ha vinta, precisamente nel 2000 a Sidney con l’allora Jugoslavia. Parliamo chiaramente del direttore sportivo Goran Vujevic: “Il massimo che si possa augurare ad un atleta è giocare questa competizioni, poi ci vuole anche un po’ di fortuna per vincere. Io ho avuto la fortuna di parteciparne a tre e sono orgoglioso di quanto hanno saputo fare i nostri giocatori”. Arriva finalmente il turno, e non potrebbe essere altrimenti, dei protagonisti. Con il muro finale contro gli Stati Uniti ha di fatto mandato l’Italia in finale, assicurandole una medaglia sicura. Simone Buti, capitano bianconero, racconta quel momento che non ha esitato a definire come il più bello della sua carriera: “Intanto è sempre un piacere rivedere tutti. Cosa ho provato in quel frangente? Alla fine grande entusiasmo, ma prima, anche se eravamo sul 14-9, grande concentrazione perchè anche in situazioni come queste l’attenzione deve essere massima. Pensavo solo a fare di tutto per chiudere quanto prima questo punto e sono felice di aver provato un’emozione del genere”. Un verdetto, quello finale, che ha comunque lasciato un po’ di amaro in bocca. Emanuele Birarelli racconta nel dettaglio il percorso azzurro, partendo dal suo futuro: “Sicuramente ci sarà la possibilità di far bene tra quattro anni, con tanti ragazzi in grado di disputare una super olimpiade. Se ci sarò a Tokio? Vedremo anno per anno”. Una cavalcata ricca di soddisfazioni nonostante un epilogo per certi versi crudele: “Sono convinto che le cose migliori si construiscono prima di certi momenti. Nel giro di un mese il gruppo ha preso coscienza del fatto che si poteva spingere di più e mettersi maggiormente in discussione. Ci vuole umiltà per farlo e questo ci ha portato ad arrivare a questo appuntamento subito pronti con il 3-0 alla Francia. La finale? È stata una partita strana e l’ho rivista a pezzi. Il livello, rispetto alla semifinale contro gli Stati Uniti, era secondo me più basso, con gli americani che hanno giocato meglio. Purtroppo abbiamo regalato un po’ troppo e il Brasile ha sbagliato molto meno, soprattutto negli ultimi cinque minuti di ogni set. Infine alcuni episodi hanno fatto sì che la partita andasse in quella direzione”. La rassegna a cinque cerchi è stata un occasione di crescita importante per Aron Russell, che si è detto “onorato di essermi confrontato con giocatori di alto spessore. La nostra sfortuna è aver affrontato l’Italia in semifinale. È stato un grandissimo match in cui hanno fatto una grande prestazione. L’argento deve eserre un grande onore per loro”. Alla conferenza era presente anche chi a medaglie non c’è andato, vale a dire Luciano De Cecco, da poco atterrato a Fiumicino: “Vincere il girone e poi dover affrontare il Brasile non è stato certamente il massimo. Mi sono però emozionato a vedere i miei compagni ottenere grandi risultati, speriamo di fare una bella stagione con il club”. Archiviare una parentesi, sia positiva che negativa, deve essere il filo conduttore della carriera di ogni sportivo che si rispetti. È quanto ha chiaramente fatto capire lo spoletino Ivan Zaytsev: “Eccomi finalmente a Perugia. Sono molto carico e ringrazio la gente che si è appassionata ad uno sport oscurato dal calcio per tante ragioni. Sentire delle perone dire che abbiamo fermato un paese intero ci fa felici e ci ripaga degli sforzi fatti, perchè alla fine siamo persone umili. Pensiamo ora ai traguardi da raggiungere che non sono pochi”. Il primo è la Supercoppa, da giocare a Modena l’ultimo weekend di settembre. Buti sottolinea il grande vantaggio che può avere quest’anno la squadra: “Abbiamo un po’ di tempo per allenarci e amalgamarci, cosa che lo scorso anno non è stato possibile. Non la considero meno importante di altre questa competizione, ce ne sono tante e vogliamo portarne a casa il più possibile. Il focus è quindi sulla Supercoppa così come il nostro unico pensiero”. Gli fa eco anche De Cecco: “Questo trofeo è importantissimo. Sara importante fare gruppo ed essere consapevoli di quanto possiamo fare”. Visti gli investimenti fatti questa Sir può essere considerata la favorita? Gino Sirci risponde a modo suo: “Quando gli altri presidenti fanno i complimenti prima di iniziare non può che essere una trappola. Anzi, direi che siamo la squadra più scarsa del campionato”, ha detto con un velo evidente di ironia. Quando invece si affronta la questione relativa al Palaevangelisti il numero uno bianconero torna serio: “Piano piano stiamo cercando di far realizzare ai dirigenti comunali che questo sport e questa squadra meritano più di quanto abbiano pensato fino ad ora, a partire da questa quarta tribuna che ci dovrebbe essere. Noi vogliamo una casa normale e pretendiamo che le istituzioni ce la diano. Tutti questi sponsor, che mettono i soldi di tasca propria, fanno si che Perugia una casa ce l’abbia, in nome della città e dello spettacolo che esprime il volley. Qualcuno deve conoscerlo e celebrarlo come cosa bella. Speriamo che tra quindici giorni possiamo sorridere tutti assieme”. C’e infine anche chi le varie problematiche le vive sul campo, come Birarelli, che le descrive con la consueta signorilità ma nello stesso teempo con molta decisione: “So che il presidente sta lottando molto per avere un palazzetto all’altezza. Io credo che per il livello di questa squadra Perugia meriterebbe la migliore struttura d’Italia. Solo qui purtroppo succede che, separato da un telone, ci sono partite di under e ragazzini e questo sinceramente ci disturba”. Su questo argomento naturalmente ai posteri l’ardua sentenza. Tra poco è gia tempo di volley giocato.
Enrico Fanelli – TIfoGrifo.com

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