Fuori una!
Scritto da Federico Basigli il 08/09/2015Il Perugia parte bene. Contro il neopromosso Como il Grifo sblocca alla fine del primo tempo, soffre poco il ritorno degli avversari e chiude con la premiata ditta Lanzafame- Ardemagni. Convincono molti aspetti emersi da questa prima partita: Del Prete fa attacco e difesa (e gol) in maniera buona assai e- in scala- Spinazzola fa lo stesso per quanto può, lui che terzino non è, almeno non per ora ma chissà. Al centro Volta guida la difesa, e se si concede un paio di amnesie c’è Rossi, davvero convincente, a coprire.
In mezzo al campo RizzoSalifu fanno legna che è un piacere, mentre sulla trequarti Fabinho gioca bene il primo tempo, quando il Grifo sfrutta maggiormente la corsia destra per mettere in crisi i Lariani, mentre nel secondo tempo Lanzafame sale in cattedra, svariando, sparigliando ed ispirando “Il Cazzimma” Ardemagni, che mette il gol come ciliegina su una torta fatta di impegno e di costante pericolosità. Meno evidente l’apporto di Di Carmine, che pure ha una occasione d’oro, ma centra il portiere, non tanto per l’errore quanto per una impressione di non totale centratura rispetto al ruolo. Certo, rispetto all’inizio dello scorso campionato, la sensazione è che quest’anno hai due sicurezze nel ruolo di portiere (Rosati) e centravanti (Il Cazzimma), mentre l’anno scorso nei due ruoli avevi delle scommesse (persa, quella del portiere, vinta solo con Falcinelli, e dopo un percorso, quella del centravanti).
Cosa non va? Difficile dire, oggi, anche perché il Como ha giocato organizzato, precisino, ma con elementi di caratura non trascendentale, specie in attacco dove Ebagua sembrava senza fiato e senza gambe. Però 3 dubbi li metto là.
Ecco, una punto interrogativo a cui ho già accennato potrebbe essere davvero il ruolo di Di Carmine, e l’idea che il Lanza potrebbe essere davvero il trequartista dietro la punta, e non a lato. La naturale propensione del Lanza all’accentramento, con Parigini e Zapata (che non è Mendez, basta vedere la carriera dell’uno e dell’altro) a cercare una maglietta da titolare sulle fasce, potrebbero contribuire a ridisegnare lo scacchiere del Grifo sulla trequarti, con due tra Zapata, Binho, Parigini e Spinazzola a giocare ai lati.
Secondo dubbio: Rizzo e Salifu hanno fatto una gran bella partita, ma pensare che ne giochino così 42 mi sembra francamente utopico. Squalifiche (seppur più diradate dal nuovo regolamento), turn over, possibili infortuni sono eventi naturali. Della Rocca è un altro tipo di giocatore, più mezzala, Taddei non lo vedo più in quel ruolo e quindi l’unico che potrebbe entrare senza snaturare troppo potrebbe essere Filipe, che è più regista, ok, ma che non disdegna il recupero palla. Per assurdo la possibile soluzione potrebbe essere quella di Alhassan, che- transfermarkt me lo conferma- ha ricoperto il ruolo di centrocampista centrale, ma tutto questo è purtroppo correlato al successivo dubbio. Che è il seguente.
Alhassan è l’unico terzino sinistro “puro” in rosa. Spinazzola è un’ala, Del Prete e Comotto sono terzini destri. Anche Rossi può stare in fascia, ma è un centrale, e se lo sposti da lì in mezzo al momento, con Belmonte che deve rimettere nel carburante i 90 minuti, c’è il solo Mancini, il quale non ha l’esperienza che un Goldaniga, dopo anni di Legapro, poteva già vantare l’anno scorso.
In soldoni, i dubbi sono più che altro numerici, e vertono su un paio di rinforzi in difesa e centrocampo. Come da consuetudini Santopadriane, tuttavia, è evidente che è stato fatto il massimo per costruire una squadra che possa lottare per traguardi importanti, e la mano di Bisoli già comincia a vedersi, come testimonia la compattezza di gioco messa in mostra domenica. Quello che poi mancherà, si vedrà di reperirlo strada facendo (oddio, se ci fosse la possibilità di prendere un centrocampista utile come l’attualmente svincolato Casarini…), essendo comunque consci dei vincoli di bilancio derivanti anche da contratti come quello di Taddei, che purtroppo pesa in un bilancio come quello del Grifo.
(casualmente ho incocciato or ora il servizio sulla partita Sansepolcro- Spoleto, e rivedendo il Buitoni in cui “esordimmo” in Serie D mi è salito un senso di beatitudine, a pensare al percorso di redenzione portato avanti in questi ultimi 5 anni. Quindi tanto vale ringraziare Damaschi, Fedeli, Moneti e Santopadre, per quanto avvenuto in questo periodo)
Posto che il campionato cadetto sarà la classica tonnara, ancor più incerta dato che i partecipanti sembrano aver livellato verso l’alto i loro valori, tutte le squadre, a vedere le rose, lasciano intravedere qualche ruga e qualche smagliatura. Forse solo il Cagliari ne è esente, avendo confermato diversi elementi da serie A ed essendosi accaparrato il “best of” della scorsa B, con l’acquisizione di gente come Melchiorri, Salamon, Fossati e Di Gennaro, sulla coesistenza dei quali ho qualche dubbio, specie se a metterci mano sarà Rastelli.
A prescindere dai risultati di oggi, credo che Spezia, Avellino e Cesena siano squadre molto attrezzate, così come il Livorno, che ha qualche incognita in più, mentre a lungo andare il Bari grandi firme non lo vedo proprio benissimo. Posto che queste sono le squadre più pronosticate, per il salto di categoria, ma che poi la B ti illude con i Catania ed i Bari e ti promuove invece i Carpi ed i Frosinone, ancor meno fiducia ho nell’altra squadra molto quotata dagli esperti (e poco da me), cioè quel Pescara rifondato, che sarà il nostro prossimo banco di prova.
La disfatta di Livorno non è pienamente indicativa, dato che subito i toscani sono andati uno a zero in 11 contro 10, ma le partenze importanti non sono state adeguatamente coperte, almeno a mio avviso. Sostituire Bjarnason, Politano e Melchiorri con Verre, Valoti e Cocco penso renda evidente ciò che intendo.
Avanti col Pescara, a testa alta!
Forza Grifo!
Federico Bisili – TifoGrifo.com