Dichiarazioni dirigenti Frosinone calcio, una vicenda ‘oscura’ che va chiarita
Scritto da Ettore Bertolini il 06/02/2014Premessa necessaria: nel calcio è l’inflessibile legge del rettangolo verde a determinare le gerarchie tecniche, a premiare fra i contendenti i migliori. Infatti, in questo selettivo spazio ludico le bugie sono vane ed emergono i valori e le capacità delle squadre. Il resto non conta. Poi, si dice che nell’arco di ogni stagione agonistica gli errori arbitrali a favore e contro le partecipanti al campionato si compensano. In pratica, se sei davvero forte, vinci contro ogni avversità! Alla luce d queste generali considerazioni, pongo una semplice domanda che servirà a chiarire sin dall’inizio la questione: c’è qualcuno che, ad oggi, cioè alla 22^ giornata di campionato , può oggettivamente dimostrare che il Perugia non si è meritato sul campo il primo posto? Credo proprio di no. Infatti, in questa prima fase del torneo, facendo una serena valutazione degli indicatori, i numeri ci dicono che il Perugia è a pieno titolo in vetta alla classifica della Prima divisione di Lega Pro, girone B.
Per cui, le recenti quanto inopportune dichiarazioni dei due dirigenti del Frosinone calcio che prendono di mira il Perugia a che cosa mirano? A invelenire il clima? A trovare giustificazioni dei propri demeriti, ad affermare la propria debolezza o sono un mezzo non ortodosso per caricare psicologicamente i giocatori laziali dopo il successo del Grifo ottenuto nel campo del Lecce? In ogni caso, al di là del polverone mediatico che hanno suscitato certe considerazioni, le affermazioni del Direttore Generale della società ciociara e del direttore sportivo sono, per dirla alla maniera sportiva, degli interventi, quantomeno, “a gamba tesa”, tipici del gioco falloso. Ci si chiede perché queste asserzioni vengono fatte adesso? Ed ancora, a chi giova tutto ciò?
Proviamo ad analizzare brevemente la cosa, E’ buona norma generale quando ci si trova di fronte ad un reato l’obbligo di denunciarlo nei modi opportuni e nelle sedi preposte. Non si fa il proprio dovere di probo-onesto cittadino se si accusa gli altri senza prove o non lo si fa pure quando si getta pubblico discredito verso gli altri. Un modus operandi sconsiderato che crea veleno all’ambiente, allarme sociale ed inutili contrapposizioni. Le azioni scorrette sono sempre controproducenti. Infatti, gli effetti negativi finiscono per ritorcersi prima di tutto contro chi agisce con grossolanità. La legge recita: “onus probandi incubit ei qui dicit”, ossia l’onere della prova spetta a chi accusa. Ci venga spiegato con argomentazioni certe dove sta l’ipotesi di reato, chi eventualmente l’ha commesso e le sue connessioni con la regolarità del campionato. Altrimenti, Il diffondere pubblicamente una notizia importante, in cui si fa credere di conoscere un segreto, senza però rilevarlo, sembra da una parte una vaga minaccia, dall’altra una chiara reticenza o un omissione di denuncia. Poi, se analizziamo più in dettaglio le parole proferite dal Direttore Generale dei ciociari, la cosa, di fatto, assumerebbe una rilevanza legale (si è di fronte a persona a conoscenza dei fatti in presenza e di un ipotesi di reato) dal momento che chi afferma di essere portatore di un segreto che porterà beneficio alla società che si rappresenta. Un beneficio importante nel caso in cui la compagine arrivasse seconda nella stagione regolare. Se ciò fosse vero, perché non si è agito legalmente nelle sedi opportune? In modo tale che tutto fosse alla luce del sole e si fosse seguite le procedure previste dalla giustizia sportiva? Una cosa è certa le illazioni e le ambiguità non fanno bene alla competizione. Al di là delle diverse, opinabili considerazioni personali sul campionato che vanno accolte, altra cosa è quando l’esternazioni finiscono per superare i limiti della decenza. Come nel caso del Direttore Sportivo del Frosinone calcio Marco Giannetti che ai microfoni di Tele Universo Tv il 04/02/2014 fa gravi affermazioni: “ Il Frosinone ha un grande Presidente al confronto di Santopadre. Fra Stirpe e Santopadre c’è grande differenza sia morale che tutto…” . Nessuno disconosce il grande valore del suo presidente Stirpe. Mentre è censurabile e privo di stile fare dei confronti sulla moralità e sulla superiorità dell’uno rispetto l’altro. Come non è dato sapere l’autorità eticamente preposta che ha sentenziato la scala valoriale delle persone e né su quali parametri etici si fondano le discriminazioni fatte nei confronti del Presidente del Perugia. Parole in libertà che rischiano pure ripercussioni legali ed alimentano le polemiche. Dal momento che in qualsiasi campo il professionista non mai uno sprovveduto, noi chiediamo che venga fatta piena chiarezza sulla questione perché nello sport i campionati si vincono sul campo e non con le chiacchiere e provocazioni.
Ettore Bertolini – Tifogrifo.com