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Dal San Bartolomeo a San Siro + Mercato 3.0

Scritto da il 12/08/2015

Bisbylandia

Battere la Reggiana 3-1 è stato vendicare l’1-3 interno che fu l’inizio della fine nel campionato 1996-97, una delle partite che mi è rimasta e che mi rimarrà sul gozzo per sempre. Fu il primo match gestito da Scala, tramite Amenta. Fu la prima partita senza il Gale. Emotivamente, per chi ha amato il gioco del Profeta, fu un pugno nello stomaco ed un avvertimento di quello che sarebbe successo dopo. La retrocessione del ’97, l’acqua e le lacrime di Piacenza, iniziarono lì. La vittoria di domenica, invece, spero sia una conferma di quanto bella e importante è stata la nostra rinascita. Dal Castel Rigone al Milan. Dal San Bartolomeo a San Siro. Santopadre lo sa: coi Santi non si scherza.

Un altro passaggio evocativo sarà quindi il ritorno alla Scala del Calcio, lunedì. Non che il Milan attuale sia quello di 10 anni orsono, ma giocare di nuovo contro i rossoneri sarà rivivere quelle sensazioni importanti che per il Grifo, qualche anno fa, erano una splendida consuetudine. Proprio ieri una tirocinante di una collega mi diceva “mi fa strano pensare a Perugia- Milan”. Benedetta figliola, ho detto riuscendo a mantenere un minimo di aplomb (quando in realtà avrei voluto insultarla), Milan- Perugia era un’abitudine, qualche anno fa, e spesso finiva anche col Milan a perdere punti e prendere schiaffi. In campionato, negli ultimi 10 incroci coi rossoneri, se il programmino sul calcio dice il vero abbiamo 4 vittorie a testa, e 2 pari. Nell’ultimo incrocio in Coppa Italia, a San Siro, abbiamo sbagliato il gol qualificazione all’ultimo secondo. Quel gol sarebbe stato il pass per la finale di Coppa Italia. Milan- Perugia valeva questo, qualche anno fa. E spero tornerà ad essere così.

Poi il fallimento, ed il fallimento bis. Così da San Siro, si finì al San Bartolomeo di Castel Rigone, e se ne uscì pure male. Era 4-5 anni fa, tutto questo. La forza del Grifo è stata quella di aver trovato persone importanti in grado di guidare questo cammino e di aver affrontato il percorso di redenzione a testa alta, gradino dopo gradino. Con le proprie forze e senza regalini, come i vari ripescaggi che hanno riguardato mezzo mondo, ma in Umbria sono stati esclusiva di una sola parte, che poi, alla fin fine, meglio così, ognuno percorra la sua strada, secondo i suoi ideali…

Un punto sul mercato, dopo aver visto la partita con la Reggiana che ha confermato quanto la base del progetto del Grifo 2015-16 sia stata già gettata e si presenti piuttosto solida, in attesa degli ultimi innesti. Una decina di giorni fa avevo provato a mettere giù questo abbozzo di rosa:

Rosa: Rosati, Zima, X

Rosa ideale: Comotto, Volta, Alhassan, Belmonte, Del Prete, Mancini, Hegazy, Masina, Suagher (Capradossi).

Rosa ideale: Salifu, Rizzo, Casarini, Filipe- Lanzafame, Fabinho, Spinazzola, Taddei (Zito), Capezzi, D’Alessandro, Fazzi

Rosa ideale: Ardemagni, Di Carmine, Parigini, X (Curiale)

Dopo la partita con la Reggiana toglierei uno tra Suagher ed Hegazy, reinserendo in difesa Marco Rossi. Apparentemente destinato alla partenza, l’ex Parma e Bari ha invece dato prova di voglia e capacità e, come ha detto Bisoli, ha scalato le gerarchie. Bene. Per il resto a grandi linee confermo tutto. Tra squalifiche ed infortuni un altro centrale ed un terzino sinistro più difensivo di Alhassan resto dell’idea che siano necessari. Potrebbe anche bastare trovare un uomo che sappia fare tutti e due i ruoli: sia Mantovani che Scognamiglio avevano questo identikit, ed io- a differenza di molti- rimpiango molto di più il secondo rispetto al primo. Se gli acquisti saranno due, confermo la coppia Hegazy- Masina. Con loro chiuderemmo una difesa che, impostata da Bisoli, ci dovrebbe consentire una tenuta importante.

 

In mezzo al campo Salifu è stato un mattatore, contro la Reggiana, ma va tenuto conto che al momento sembra correre il doppio degli altri, fattore che ne evidenzia i pregi e ne nasconde gli eventuali difetti. Inoltre Salifu è un titolare, e Rizzo può esserlo, ma non possono certo giocare 42 partite, di cui un 10-15 finiranno per essere infrasettimanali. Senza contare squalifiche ed eventuali infortuni. Un altro titolare ed una buona riserva sono necessari in un ruolo dove corri per 2, quindi confermo la prima scelta Casarini ed un Filipe- che però rumors danno al Como- o un giovane di buone speranze e buonissimi polmoni che possa far tirare il fiato ai 3 interdittori. Uno tipo l’umbro Cenciarelli (ci sarebbe però al momento l’incognita del processo al Teramo)? Ripeto: 4 giocatori per quei due posti lì sono fondamentali.

 

I tre dietro la punta si sono mossi bene. quello che mi è piaciuto meno è stato Di Carmine, che col ruolo deve ancora prendere le misure. Lanzafame mi sembra si muova più che in passato, anche se sembra ancora alla ricerca della sua posizione ideale, e se metterà al servizio della squadra la sua classe sarà un pericolo pubblico per gli avversari: penso che il Lanza sappia che questa per lui è la stagione della verità. Binho si è visto a sprazzi, ma sicuramente il contesto tattico di quest’anno, per uno come lui che punta molto sulla velocità, è molto più indicato di un possesso palla come quello dello scorso anno che ne penalizzava le doti di esplosività. Col rientro di Parigini possibile che i tre dietro la punta siano, da destra a sinistra, Parigini- Lanza- Binho, e se il giovane di scuola granata saprà calarsi nel ruolo ci sarà davvero da divertirsi. Esistono alcune varianti al centro (Di Carmine, Taddei) e sui lati (Spinazzola e Zapata). In tutti i casi, però, sono convinto che un esterno serve (nella migliore delle ipotesi, confermo i nomi di D’Alessandro o Zito, e ci aggiungo pure Molina, va: dei 3 Zito è il più duttile in caso di altri moduli), così come un trequartista (più o meno offensivo) ed un altro giocatore se parte Taddei.

 

In questo contesto bisogna anche capire quanto il 4-2-3-1 sia una base granitica o se si voglia cercare di mixarlo con, ad esempio, il 4-3-1-2 già provato o con un modulo con difesa a 3. In questa prospettiva sognavo Capezzi, utile anche per la possibile variazione di modulo, non mi dispiacerebbe Dezi, che però forse è più mezzala e bisognerebbe capire quanto si voglia puntare su giocatori di quelle caratteristiche. Sempre come trequartisti, accasatosi Lucas Castro, buoni nomi quelli di Ronaldo dell’Empoli e del mio pupillo Calil, protagonista della promozione della Salernitana e non più di primissimo pelo (classe 1984), ma di gran classe e capace al limite di interpretare il ruolo di punta. Vederlo trattato da squadre di LegaPro sinceramente mi sembra assurdo, ma tant’è.

 

Davanti. Davanti c’è Ardemagni, un concentrato di baldanza e di cazzimma (per chi ne ignora il significato del termine partenopeo, leggetevi quel che ne scrive l’accademia della crusca: http://www.accademiadellacrusca.it/it/lingua-italiana/consulenza-linguistica/domande-risposte/cos-cazzimma) da fare invidia. Il rigore che sblocca il pareggio di domenica è un esempio: si infila tra due difensori e cerca, trovandolo, il contatto. Penalty non evidente, ma giusto, e tre secondi dopo ha già la palla in mano per andare sul dischetto. Arde è uno che fa reparto da solo, e che se ben assistito può fare ciò che facevano i Negri ed i Cornacchini qualche anno fa. Con rispetto parlando, s’intende. In sua assenza al momento il sostituto naturale è Di Carmine.

In una versione a 2 dell’attacco, accanto ad Arde possono giocare lo stesso Di Carmine, Parigini, Binho. In definitiva, a mio avviso, serve quindi un altro giocatore che possa sostituire l’ex Spezia e/o nel caso giocarci assieme. Confermo il mio interesse per uno come Curiale, a meno che non si voglia puntare ad un altro attaccante di peso e, sfumato lo svincolato Galabinov (accasatosi al Novara, misteri del calcio), opzioni potrebbero essere i prestito di Cerri o Petagna. Punte comunque ce ne sono: basta che non ci si rifugi su ciofeche tipo Sforzini o altri che vengono a strappare gli ultimi ingaggi, altrimenti stiamo bene come stiamo.

 

Insomma, il mercato 3.0 è:

Portieri: Rosati, Zima, X

Difensori: Comotto, Volta, Alhassan, Belmonte, Del Prete, Rossi, Mancini, Hegazy (Suagher, Capradossi), Masina.

Centrocampisti difensivi: Salifu, Rizzo, Casarini, Cenciarelli (o un giovane che corre)

Centrocampisti offensivi: Lanzafame, Fabinho, Parigini, Spinazzola, Zapata, Capezzi (Calil, Taddei), D’Alessandro (Zito, Molina)

Attaccanti: Ardemagni, Di Carmine, X (Curiale, Petagna, Calil)

E comunque, sempre… Forza Grifo!

P.S.: sul derby in amichevole ad Arezzo un pensiero stringato. Lascerei perdere.

 

Federico Basigli – TifoGrifo.com

Scritto da
il 12/08/2015.
Registrato sotto PERUGIA CALCIO, Primo Piano.

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