TifoGrifo.com: Web Radio Tv Perugia, calcio, sport, sito, giornale,news

Costruzione completa

Scritto da il 01/09/2017

Costruzione completa

Poter non scrivere in estate, quando vai a trattare di temi calcistici, ha molti vantaggi.
Il maggiore è quello di poter lesinare sulle parole e aspettare fatti concreti, evitando di dover scrivere su ogni singola minuzia a volte anche ingannevole e parlando invece con un quadro d’insieme sotto le mani.

Il mese di luglio è stato estenuante, con continue lamentazione sul fatto che il Perugia era in ritardo nella costruzione della squadra, quando, storicamente, questo nemmeno era vero, perché anche rispetto agli scorsi anni il Grifo aveva comunque una base e stava procedendo a completare la rosa in tempi consoni.
D’altronde oggi il calcio va così: il fatto di non avere pronta la rosa prima del ritiro estivo, diversamente da quanto accadeva spesso 15 anni fa, non riguarda solo il Perugia ma tutte le squadre che fino al 31 agosto sono sempre sub judice, cantieri aperti tra risoluzioni di contratto e clausole rescissorie che possono essere pagate anche all’ultimo momento.

Il Perugia, invero, ha proceduto alla costruzione della squadra in maniera davvero programmata, aggiungendo tassello dopo tassello gli ingredienti che erano mancati in occasioni precedenti.

Il puzzle, dopo l’arrivo di Falco e Nocchi, è stato ieri infine completato con l’arrivo – necessario – del terzino sinistro. Anzi due. Coccolo è un fascia mancina che la Juve ci manda a svezzare (un po’ come fece con levriero Liviero in C). Dato il vivaio di provenienza un innesto importante (e poi dai, con quel nome non puoi non volergli bene). Berci, che a quanto ho capito a sinistra può fare sia l’esterno alto che l’esterno basso, è la scommessa del Grifo (tra l’altro il nome è molto vernacolare), messo sotto contratto con la speranza possa ripercorrere le plusvalenti strade di Zebli e Drole.

In generale, penso si possa dire che il Grifo odierno pare completo sia nell’11, come quasi sempre negli ultimi anni, sia nella rosa, come quasi mai negli ultimi anni.

Individuato in estate in Federico Giunti il tecnico che avrebbe proceduto, con le proprie idee di gioco, a portare avanti in maniera organica con la società il progetto- Perugia, la dirigenza ha proceduto innanzitutto a colmare quelle lacune che erano state più evidenti lo scorso anno.

Nasce così un centrocampo diverso rispetto a quello dell’anno scorso, sia per lo stile di gioco, sia per il numero di giocatori che andranno a comporre il reparto.

Ogni assenza, l’anno scorso, era un vincolo alle scelte dell’allenatore (con Ricci – a torto o a ragione- poco considerato, in pratica, hanno ruotato in 5 per tre posti), mentre quest’anno ci sono i giocatori per fare le opportune rotazioni e mantenere al massimo la forma degli atleti in un percorso lungo come quello della serie B. La rosa, è evidente, ha una profondità diversa negli uomini di centrocampo e questo dovrebbe permettere di evitare eccessive spremitura dei singoli atleti che poi fatalmente, al momento topico, si sono già rivelati e si rivelerebbero ancora piombo nelle ali del Grifo.

Un altro tassello importante è l’arrivo del centravantone (cit. Goretti).
Sebbene a mio avviso, lo scorso anno, in rosa di centravanti ne avessimo tre piuttosto che due (Di Carmine e Forte, sì, ma per me il centravanti più puro per un attacco ad una punta era paradossalmente Jo Condor Nicastro), è innegabile che la fisicità di Cerri sia un fattore diverso da quello dei due che hanno giocato lo scorso anno.

È però importante sottolineare che Cerri non è il classico “muccone” (perdonate il termine tecnico) che pianti lì come un palo e gli tiri addosso andando a rimbalzo per far risalire la squadra.
Sia a Chiavari, sia in Coppa Italia, Cerri ha evidenziato anche caratteristiche diverse da quelle che morfologicamente verrebbero da attribuirgli. Gli assist sfornati parlano di una punta che sa interagire con il suo compagno di reparto e sa fare quei movimenti che sono utili alla squadra ed a permettergli di arrivare egli stesso al tiro.

Dopo Chiavari, inoltre, diventa quasi difficile parlare di Han, che ha tirato fuori una prestazione che mi ha asiaticamente ricordatato il debutto di Nakata contro la Juventus.

Come l’illustre predecessore nipponico, anche il nordcoreano ha esordito con una prestazione che mi ha lasciato a bocca aperta, giocando con facilità, inserendosi nel tessuto del gioco in maniera perfetta e – questo forse è l’aspetto più inaspettato, a maggior ragione trattandosi di un diciottenne esordiente – rendendo facile ogni situazione, come se in ogni momento egli stesso fosse il padrone del gioco. Uno spettacolo a tratti quasi surreale. Grandioso.

Le prestazioni dei due punteri di sabato scorso, tuttavia, non devono far dimenticare la terza eccellenza del Grifo in attacco, Samuel di Carmine, capace l’anno scorso, pur in un contesto tattico che a mio avviso non esaltava le sue caratteristiche, di segnare 13 reti in 32 partite (Ceravolo, per dire, ne ha fatti 20 ma in 10 partite in più e con sette rigori).

Ecco, permettetemi una nota a margine.
Mi fa un po’ specie il poco apprezzamento che alcuni hanno verso Di Carmine, dato che ha mostrato sul campo cosa vale: forse paga l’essere arrivato a parametro zero, forse il non aver avuto prima di Perugia un curriculum da stropicciarsi gli occhi (cosa sbattuta in faccia anche a Cerri ancora prima di vederlo giocare). Eppure la storia del Grifo è piena di giocatori arrivati dal nulla e capaci in ultima analisi di andarsi a prendere il Mondiale di calcio. Keep calm e godiamoci i campionati piuttosto che puntare le proprie fiches e tifare per qualche giocatore (o tecnico) piuttosto che per altri (ogni riferimento a fatti o persone realmente accaduti è puramente voluto): quello che conta è solo il bene del Grifo!

Tornando in topic, penso che i tre attaccanti siano, in questo momento, ad un livello molto simile e ritengo pleonastico dire che in un reparto di attacco a due punte di attaccanti in grado di assolvere alla titolarità ne servono, anche solo per avere qualcuno da mettere in corso di partita, almeno 3. Senza dimenticare la carta Mustacchio, che sarà importantissimo, ed in attesa di vedere all’opera Frick e Choe.

Il reparto che soffre di più dal confronto con lo scorso anno può essere la difesa (sostituire Brignoli e Di Chiara non era facile), ma anche qui c’è molto per fare bene.

A sinistra, tenendo conto delle disponibilità dei due ultimi arrivati Coccolo e Berci, potrà agire Belmonte, giocatore in quel ruolo adattato, sì, ma di sicura affidabilità, mentre Pajac, che non ha mai giocato una partita ufficiale in quella posizione, potrà intraprendere senza il peso di essere praticamente l’unica soluzione il processo di grossizzazione / zambrottizzazione / spinazzolizzazione che in queste settimane gli è stato prospettato. Importante sarà anche il ruolo dei due centrali giovani, Dossena e Casale, che tra infrasettimanali e squalifiche dovranno farsi trovare pronti quando saranno chiamati in causa per dare respiro a Volta, Monaco e lo stesso Belmonte.
Respiro di sollievo per l’arrivo di Zanon, che si alternerà con Del Prete per non lasciare la fascia destra senza interpreti.

Discorso approfondito merita il portiere.
Rosati si è dimostrato fenomenale due anni fa, quando una squadra che gli difendeva praticamente sulla pancia ne ha coperto le maggiori pecche, tant’è che il portiere era stato forse il miglior Grifone del 2015-16 ed un po’ tutti pensavamo che in B Rosati fosse anche un po’ sprecato.

Lo scorso campionato, invece, ha evidenziato le lacune del portierone, che di malavoglia si allontana dalla propria linea di porta e quando lo fa a volte non eccelle nei tempi.

Nel gioco di Bucchi, quindi, un portiere come Brignoli, che ha caratteristiche tecniche completamente opposte a quelle di Rosati, era logicamente preferibile, ed anche a causa di qualche acciacco di Rosati si era concretizzato l’acquisto dello juventino (vale la pena dire, di converso, che un portiere come Brignoli, con Bisoli, sarebbe stato praticamente inutilizzabile ed in quel contesto in una ipotetica compresenza non ho dubbi che avrebbe giocato comunque Rosati).
L’abbandono di Brignoli fa tornare il Grifo al punto di partenza, cioè a Rosati.
Che rientra in un contesto tattico comunque differente.

Nel modo di giocare di Giunti, un calcio moderno ma al contempo meno “guardiolista” del predecessore (ed io sul guardiolismo qualche bella riserva ce l’ho), penso che Rosati possa fare bene, anche se fondamentale sarà la parte psicologica, che in un portiere è davvero essenziale. E lì dovrà essere bravo Rosati a tornare alle antiche certezze, innestando mano a mano quel lavoro di miglioramento che penso lui stesso, con lo staff, abbia impostato sulle sue carenze.

Penso insomma che Rosati possa fare più che dignitosamente la sua parte, anche perché – passatemi la battuta – a confronto di altri portieri visti all’opera nella giornata inaugurale, tutto vestito di nero lo potevi scambiare per Jascin. Penso sia comunque utile che quest’anno il dodicesimo non sia più né Zima (che pure all’Europeo U21 ha fatto bene) né Elezaj, ma un portiere che almeno sappiamo chi sia senza dover googlare, cioè il buon Nocchi che la B, oltre alla Legapro, l’ha già giocata.

Detto ciò sono quasi due mesi che io e il mio abbonamento andiamo in giro assieme.
Domenica… pronti!

Forza Grifo!

Federico Basigli – Tifogrifo.com

Scritto da
il 01/09/2017.
Registrato sotto PERUGIA CALCIO, Primo Piano.

Multimedia

passionebiancorossa

Tifogrifo - Quotidiano ed Emittente Radio-Televisiva Web - Autorizzazione 33/2002 Registro dei Periodici del Tribunale di Perugia 24/9/2002 - Iscrizione Registro Operatori Comunicazione N° 21374 - Partita IVA: 03125390546 - Iscritta al registro delle imprese di Perugia C.C.I.A.A. Nr. Rea PG 273151 – © Tutti i diritti sono riservati - Studio grafico: EffePi Soluzioni Grafiche - Provider: Aruba Spa