Cosa fare da grandi
Scritto da Federico Basigli il 28/12/2016
In attesa della chiusura del girone di andata, quando si avranno venti giorni per tirare le somme, c’è tempo per analizzare quello che è successo nelle ultime settimane, soprattutto per capire come lavorare a gennaio.
Bignami del campionato ad oggi.
Cesena – Perugia 1-1
Perugia – Bari 0-1
Brescia – Perugia 1-1
Tutte e tre le partite sono caratterizzate da una dinamica simile: il Grifo meritava di più. Poco di più contro il Bari, a dire il vero, molto di più contro il Cesena, non ci fu partita a Brescia, ma ciononostante si rimediò solo un punto. Il Perugia gioca bene, forse anche troppo, quasi si compiace di essere tornato bello dopo un periodo in cui non c’era verso che uno a cui piacesse il calcio ti guardasse. Dopo Brescia – Perugia il Grifo era come quelle donne che passano un brutto periodo, si ritirano su e fanno pesare il loro essere ancora femmine perdendo però spesso il senso della vita, mettiamola così.
Perugia – Ternana 1-1
Entella – Perugia 2-1
Il derby è una partita particolare, la squadra è tesa e l’improvvisa morte di Osvaldo Neri sovrasta tutto. Nell’infrasettimanale a Chiavari il Perugia… non c’è. Il Grifo è nel sottoscala della classifica quando meriterebbe di avere più del doppio dei punti. La situazione è delicata.
Perugia – Spal 1-0
Frosinone – Perugia 1-2
Perugia – Avellino 3-0
Perugia – Cittadella 2-0
Benevento – Perugia 0-0
Nasce un nuovo Grifo. Meno bello di quello iniziale ma più pratico, a volte chirurgico. La squadra trova la quadratura giusta, i tasselli si posizionano e si incastrano mettendo in evidenza una solidità acquisita. Doppio merito al mister per aver reagito ad una situazione che, dopo le prime partite, poteva incancrenirsi per le tante buone prestazioni senza esito.
Perugia – Carpi 0-2
Vicenza – Perugia 1-4
Pisa – Perugia 0-1
Anche il carattere della squadra cresce di partita in partita. Dopo la scoppola infrasettimanale col Carpi, che mette la gara sul piano della forza fisica (leggasi: menano come fabbri), il Grifo riparte sul campo di un volitivo Vicenza e capitalizza anche nella trasferta di Pisa.
Perugia – Trapani 1-1
Ascoli – Perugia 2-2
Perugia – Novara 0-0
Le squadre avversarie iniziano a prendere le contromisure al Grifo. In particolare il Novara gioca una partita indecente parcheggiando l’autobus davanti alla porta e creando una linea maginot che il Perugia non riesce a sfondare. Per inciso per me il Novara, assieme alle retrocesse, ha la rosa migliore: solo questo dovrebbe far riflettere su cosa è la serie B.
Con Trapani ed Ascoli il Perugia si fa rimontare: questo aspetto sembra quello su cui Bucchi deve lavorare maggiormente.
Verona – Perugia 2-2
Perugia – Pro Vercelli 1-0
Spezia – Perugia 2-1
Perugia – Latina 1-1
Il Grifo riagguanta il Verona, infilza la Pro, viene ribaltato a La Spezia e, in formazione rimaneggiata, impatta contro la regina dei pareggi.
Il Perugia raggiunge quota 30 punti, con una partita da giocare prima della fine del girone.
Quindi.
In definitiva per me mancano 4-5 punti, e mancano maggiormente quelli persi nelle prime partite che quelli lasciati nell’ultimo periodo, mentre penso che in generale la squadra meriti complimenti per quanto fatto.
Il cambiamento rispetto allo scorso anno è percettibile in maniera netta e se lo scorso Natale, nonostante paradossalmente si avessero gli stessi punti, non vedevo margini di crescita (ed infatti pur avendo migliorato la squadra aggiungendo, ad esempio, un elemento con una classe superiore come Prcic l’annata è finita malamente), quest’anno penso ci siano possibilità per migliorare, anche se poi realizzarle o meno è un evento che dipende da mille variabili.
Siccome parlo di mie percezioni e sento dibattere parecchio sull’argomento, dico anche che ritengo i valori di questa squadra piuttosto simili a quelli del Grifo della prima metà dello scorso anno.
In difesa, infatti, siamo là: la differenza sostanziale è sulla fascia sinistra con Di Chiara, debuttante in B, che ha sostituito Spinazzola, che doveva calarsi in un ruolo nuovo.
A centrocampo il Grifo attuale è più forte, potendo contare su Dezi e Brighi: in generale penso sia giusto rilevare come anche “l’uso” del centrocampo, rispetto all’anno scorso, sia comunque molto differente e questo contesto abbia aiutato anche le prestazioni dei singoli.
Davanti invece prenderei il Grifo dell’anno scorso: pedine come Parigini o Ardemagni (evito di parlare di Lanzafame, che mi ha sempre lasciato perplesso) mi piacerebbe averle anche oggi, ma tant’è.
A questo, e non è un particolare da poco, va aggiunto che mentre l’anno scorso di 3 retrocesse – che poi erano 2, dato che il Parma è fallito – solo il Cagliari sembrava in condizione di risalire (cosa puntualmente avveratasi), quest’anno tutte e tre si presentano molto solide, con organici allestiti per uccidere il campionato, come il Verona (seppur con qualche Pecc(hi)a), o con squadre che hanno mantenuto l’ossatura dell’anno di A (Frosinone, che per me è ad oggi la vera favorita, e Carpi): non a caso il valore medio che siti specializzati* attribuiscono ai giocatori delle 3 retrocesse è quasi il doppio di quelli del Grifo.
Che la qualità del campionato si sia alzata penso sia testimoniato anche, di converso, dai saldi negativi nel punteggio in classifica di molte squadre che erano in B lo scorso anno, con l’emblematico caso del Trapani, che è passato dalla serie A sfiorata a giugno all’attuale ultimo posto.
In Serie B, lo ribadisco una volta di più, basta poco per spostare equilibri e se il tifoso si lamenta per qualche pareggio vuol dire che della Serie B ha capito davvero poco, perché o hai una rosa ammazza-campionato, e non la abbiamo, o qualcosa in una maratona come la Serie B la concederai per forza.
Piuttosto, penso che l’analisi dei dati sia importante per capire come impostare il lavoro futuro, e le situazioni più negative che si sono fino ad oggi registrate sono la difficoltà a mantenere il vantaggio ed il rendimento casalingo.
In casa il Grifo ha messo insieme 16 punti, metà bassa della classifica, segnando in media un gol a partita. In trasferta – a parità di partite – la squadra ha il quarto posto ed ha segnato un gol e mezzo a partita.
Questo può significare che se fuori casa te la puoi giocare con la tecnica, e va bene, in casa può mancare quella forza d’urto necessaria a bypassare le difese più arcigne. Per l’attacco, fermo restando Di Carmine – che sta facendo un campionato tanto importante quanto spesso colpevolmente sottovalutato – punterei quindi su una prima punta tradizionale, modello Favilli o Cerri. Un giovane già abbastanza pronto, insomma, pur facendo presente che personalmente io ho la fissa di vedere Nicastro prima punta à-la-Cornacchini. Rimane per me un sogno Mame Thiam, che sembra ambito ora dall’Empoli, e se Aguirre si fosse stufato del Lugano a me piacerebbe rivederlo, sinceramente.
Rispetto alla difficoltà a mantenere il vantaggio, penso che sia indicativo che la squadra più anziana del campionato, con quasi un anno di media di distacco sulla seconda*, è il Frosinone (dove hai vinto ribaltando il risultato, tanto per dire come nel calcio valga tutto ed il contrario di tutto). Al secondo posto, il Verona.
Non penso sia un caso.
Il Grifo è 16esimo in questa classifica, e tutte le squadre che ci precedono hanno una media età più alta della nostra. Ora intendiamoci, io sono fermamente contrario ai gerontocomi: secondo me servirebbe invece uno tipo il Comotto della C che tiri 2 canate ai compagni nel momento che possono perdere il filo, e che questo tipo di giocatore serva nella zona del centrocampo. Uno con personalità, insomma, che quando il Carpi ti mena gli restituisce una stecca fatta bene.
Poi altri movimenti vanno fatti, in armonia con le uscite che ci saranno (penso all’esterno di attacco), e magari cercando anche giocatori il più possibile compatibili col progetto di gioco e che sappiano entrare quindi nelle rotazioni, ma ritengo che la base ci sia e la possibilità di giocarsi un posto al sole nel campionato pure. E non è poco.
Sono d’accordo con Bucchi: il mercato di gennaio – di cui avremo tempo di parlare, perché dovrà avere una linea e svilupparla coerentemente – porrà le basi per il nuovo campionato che sarà il girone di ritorno e ci dirà cosa vogliamo fare da grandi: nel frattempo, cerchiamo di girare a 31 o 33, che non è un particolare secondario e sarà un altro indicatore, appunto, di quello che ci attenderà da qui a giugno. Con fiducia.
Forza Grifo, forza Norcia ed auguri a tutti!
Federico Basigli – TifoGrifo.com
* dati presi da transfermarkt