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Belli coi lupi

Scritto da il 24/03/2015

Bisbylandia

 

La partita con l’Avellino era cruciale per definire il campionato del Grifo: perdere avrebbe fatto considerevolmente allontanare la zona playoff, vincere avrebbe segnato se non il rientro, quantomeno il ritorno in scia a quelle squadre che ad oggi si qualificherebbero per gli spareggi. Vincere avrebbe anche voluto dire essere quasi a 50. Essere quasi salvi. Dirlo oggi sembra una banalità ma poco più di un mese fa, con lo spettro playout ad alitarti sul collo, sembrava che il Perugia non avesse più un timone, che la ternana fosse prossima alla promozione diretta (fatto che, al netto dei ripescaggi, nella conca capita una volta ad eclissi totale, ma totale totale) e che Atzori stesse scapicollandosi giù a firmare per i biancorossi.

Cosa sarebbe successo se… io non lo so. So che per fortuna le cose si sono risolte nel modo migliore per il Grifo, ed ognuno a fine anno rileggerà nei suoi diari cosa ha imparato in quei giorni, e ne farà tesoro per il futuro, ne sono sicuro.

Avellino. Prima mezzora di sostanza dei biancorossi, poi il gol degli irpini con un’azione nata da uno schema d’angolo, due giocatori ad attaccare l’unico difendente, quasi banale (qui però c’è da rivedere qualcosa, anche perché non sarà l’unica occasione in cui l’Avellino sfrutterà i corner in questo modo, trovando campo libero) ed il cross perfetto di Zito, il loro uomo migliore sabato, spinto dentro da Trotta. A proposito di cose da scrivere nel diario: lavorare su ‘ste cavolo di palle inattive, perché perdere punti così è da pirla.

L’impressione, però, è che l’Avellino sia in crisi atletica, o almeno ci sia di molto inferiore: i verdi non corrono come nel passato e se lo stesso pensai quando vennero a Perugia, mi risposi che ciò poteva essere dovuto al fatto che fosse un turno infrasettimanale: la conferma di domenica suona invece forte. La compagine irpina è ben messa in campo, capitalizza le occasioni, ma quello che pensavo all’intervallo è che se si continuava ad essere offensivi prima o poi qualcosa sarebbe successo. Non può piovere per sempre.

Ed il sole lo portava Parigini, che entrava al posto di Crescenzi ed alzava il baricentro dopo qualche minuto più stantio. Un po’ di sole ce lo metteva anche Rastelli, che togliendo un trequartista per un esterno di difesa abbassava la squadra. Parecchi raggi li metteva Koprivec, che salvava nelle uniche ma difficili circostanze in cui era impegnato. Ed il sole, definitivamente, lo portava Falcinelli, che si faceva trovare pronto davanti alla porta per timbrare pareggio e gol vittoria. L’arbitro Pairetto faceva il suo e se c’era un dubbio (io ce l’ho sull’espulsione del loro centrale), finalmente la decisione non ci era contraria. Non può piovere per sempre, e non possono nemmeno fischiarti sempre contro. Che ciò capiti ad Avellino, con il ricordo dell’anno in LegaPro dei 16 rigori a favore e uno contro all’ultima giornata quando era ininfluente, mi fa quasi far pace cogli irpini, una squadra che mi è sempre stata simpatica fin dalla figurina nell’album Panini di Nikolaos Anastopoulos, bomber improbabile, con quei baffoni e quell’aria da cameriere armeno che non capisce le ordinazioni.

anasto

(no… ditemi voi… adesso sinceramente, in quegli anni c’era la crema del calcio mondiale in Italia, potevi pretendere di essere preso sul serio con uno come lui a centravanti?)

 

Quindi, fatti sette punti nel ciclo Lanciano-Spezia-Frosinone-Vercelli (buona andatura, in una ipotetica tabella manca solo, a mio avviso, un punto a Frosinone), il Grifo fa bingo sbancando il Partenio e riportando nella terra di confine l’Avellino. In fuga resta il Carpi, che a questo punto converrebbe salga quanto prima in modo da venire al Curi alla penultima in infradito e bermuda, ed il duo Bologna e Vicenza. La strana coppia (che affronterà il Carpi nelle prossime 2 partite).

 

I felsinei hanno la squadra ma non hanno una struttura di gioco. Rendere sterile un attacco con Cacia e Sansone (o Mancosu) con Laribi dietro è tanta roba. Il Vicenza è squadra nata alla svelta, causa ripescaggio, ma ben assemblata, capace anche di coprire l’assenza di uno come Ragusa, rottosi dopo i gol del Curi e tornato da poco a calcare i campi. All’origine del mezzo miracolo, un tecnico preparato come Marino ed una rosa che molti hanno sottovalutato, ma se non è al livello del Bologna, non è nemmeno inferiore a molte altre. Occhio perché se il Bologna ha tanta qualità ed una società che può, il Vicenza è più squadra, cosa che in B conta parecchio.

 

Dal quarto posto in giù è bagarre, col Grifo inserito in pieno. Basterà poco per perdere o guadagnare punti e posti.

Il Livorno, ad esempio, avrebbe molti mezzi ma intanto nel concreto Spinelli monta e smonta il giocattolo (in panca Gautieri, poi Gelain, ora Panucci) con il risultato di perdere in casa col Cittadella (ricordate la vittoria contro Coralli & C., sminuita dalla maggior parte dei commentatori? Il Cittadella formato trasferta farebbe ad oggi i playoff, per dire). In questo campionato dove tutti possono vincere o perdere contro tutti, i biancorossi sono vicini alla salvezza matematica e possono giocare per entrare nei playoff. Forse entrare bene (ergo: sesto posto, eventuali quarti dei playoff in casa).

 

Ora sotto col Crotone, altra squadra di categoria che, come il Cittadella, trova sempre il modo di rigenerarsi e barcamenarsi in cadetteria salvando la pellaccia. Sarà una partita difficile, perché a centrocampo il Crotone non è per nulla male. Sarà una partitaccia, perché in B spesso è così. Ma se non può piovere per sempre, allora aspettiamoci un po’ di sole anche domenica. D’altronde è primavera, e se il Perugia è in salute perché non concederci il lusso di divertirci e pensare a sogni grandiosi (per combattere la noia, e le nevrosi)?

Forza Grifo!

 

Federico Basigli – TifoGrifo.com

Scritto da
il 24/03/2015.
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