Vis Pesaro-Perugia 2-2: la verità dei numeri di Daniele Antognelli
Scritto da Redazione il 31/08/2026Vis Pesaro-Perugia 2-2 | Serie C – Girone B – 2ª giornata | domenica 30 agosto 2026, ore 21:00 | Stadio “Tonino Benelli”, Pesaro.
Il 2-2 del Benelli è stata una partita meno equilibrata di quanto dica il risultato. Non perché una delle due squadre abbia dominato per novanta minuti, ma perché Vis Pesaro e Perugia hanno avuto il controllo della gara in momenti diversi e con strumenti opposti. La Vis attraverso possesso, territorio e palleggio; il Grifo attraverso verticalità, duelli e qualità delle occasioni.
Alla fine i numeri spiegano bene perché il pareggio sia un risultato logico: 51% di possesso Vis, 49% Perugia, ma soprattutto 8 tiri nello specchio del Grifo contro 3, 68 attacchi pericolosi contro 62 e 10 passaggi chiave contro 8. Il Perugia ha sofferto parecchio, ma ha prodotto più occasioni vere.
Curiosamente l’arbitro Terribile della sezione di Bassano del Grappa è alla sua seconda direzione del Grifo, ed anche nell’altra occasione il Perugia pareggiò in trasferta 2-2 a Pontedera.
La Vis prende il pallone, il Perugia prende il vantaggio
Il copione appare chiaro già dopo un quarto d’ora. La Vis ha il 63% di possesso, completa 67 passaggi su 77, l’87%, e conduce 13-9 sia negli attacchi sia negli attacchi pericolosi. Il Perugia, però, ha già tirato due volte: una conclusione nello specchio e una fuori. La Vis zero.
Gennari costruisce molto, soprattutto attraverso Di Paola, che dal vivo appare il centro della manovra pesarese. Il gioco tende a svilupparsi sulla trequarti destra, dove la Vis crea le combinazioni migliori e trova più spazio. Il Perugia accetta di abbassarsi, difende e prova ad accelerare appena recupera palla.
Al 20’ il piano funziona. Cavallini sfonda a sinistra e mette in mezzo, Quirini attacca l’area e di testa firma lo 0-1.
Alla mezz’ora il rapporto non cambia: possesso 61-39 per la Vis, 24 attacchi contro 15, ma il Perugia ha già centrato due volte la porta mentre i pesaresi sono ancora a zero.
Possesso senza sfondamento
All’intervallo la Vis mantiene il 59% del pallone, conta 44 attacchi contro 28 e 35 attacchi pericolosi contro 28. Ha completato 200 passaggi su 228, ancora all’87%.
La differenza resta però nell’ultimo tratto di campo: 1 tiro in porta della Vis contro 2 del Perugia, 2 conclusioni fuori contro 3. Il possesso Perugia è minore ma la qualità migliore, la conversione in attacchi pericolosi alta.
Il dato dei cross è indicativo: appena 2 riusciti su 12 per i padroni di casa. Il pallone arriva spesso sulle corsie e sulla trequarti, ma trasformare quel possesso in una giocata pulita dentro l’area è un’altra cosa.
La Vis trova comunque una grande opportunità al 36’, quando Tonucci viene lasciato libero sul corner e Zelezny salva il Perugia. Poco dopo Di Paola prova anche dalla distanza. Sono segnali di una pressione che sta crescendo. Per tutto il primo tempo il gioco, lo sbocco offensivo e la regia dei marchigiani si sono sviluppate principalmente sulla trequarti destra della Vis Pesaro.
Due cross di Di Paola ribaltano tutto
La ripresa cambia immediatamente la partita.
Se nel primo tempo la regia di Di Paola aveva trovato soprattutto spazio sul centro-destra, i due gol pesaresi arrivano dal lato opposto. Al 47’ il numero 10 guadagna il fondo a sinistra e mette al centro: Nicastro anticipa tutti e pareggia.
Al 56’ la scena si ripete. Ancora Di Paola dalla sinistra, ancora un cross dentro l’area, stavolta per Gambino, che firma il 2-1.
Due azioni quasi gemelle. E due errori che il Perugia paga, perché dopo avere contenuto il volume di gioco della Vis per un tempo concede proprio ciò che aveva evitato: palloni puliti dentro l’area e uomini liberi di attaccarli.
Al 60’ la Vis conserva il 59% di possesso e conduce 62-38 nel numero degli attacchi. Ma c’è già una crepa nel suo controllo: i tiri nello specchio sono in parità e non tutti i valori di potenza in tempo reale spingono da una sola parte.
Le indicazioni sui passaggi riusciti della Vis, e di contro i dribbling, spazzate e duelli del Perugia indicano da una parte più “squadra” e dall’altra più “individualità”. Una giocata potrebbe cambiare l’inerzia.
Diana cambia e il Perugia risale
Il passaggio decisivo arriva dopo il secondo cooling break. Diana inserisce Langella e Cortesi per Ladinetti e Kabashi, ridisegnando la squadra con maggiore presenza tra le linee.
Da quel momento il Perugia avanza.
Intorno al 75’ la Vis ha ancora il 55% del possesso e 74 attacchi contro 53. Però il Grifo è già avanti nelle statistiche che pesano di più: 4 tiri in porta contro 3, 6 conclusioni fuori contro 3, 5 corner contro 3 e 9 passaggi chiave contro 8.
Cambia soprattutto il lavoro sulle fasce. Il Perugia arriva a 10 cross riusciti su 17, mentre la Vis è ferma a 5 su 17.
Al 79’ arriva la conseguenza: Cortesi calcia dal limite, Guarnone respinge e Sabbatani è il più rapido sulla ribattuta. 2-2.
Il Grifo crea di più
Negli ultimi minuti il Perugia non si limita a difendere il pareggio. Continua ad arrivare nell’area pesarese e chiude con una punizione di Langella e il colpo di testa di Tozzuolo bloccato da Guarnone.
I dati finali capovolgono in parte quelli del primo tempo.
La Vis termina con 89 attacchi contro 79, ma il Perugia vince 68-62 negli attacchi pericolosi. Il possesso, che dopo quindici minuti era 63-37 per Pesaro, si restringe fino al 51-49.
La differenza più forte è davanti alla porta: 15 conclusioni complessive del Perugia, 8 nello specchio; soltanto 6 della Vis, 3 nello specchio.
Anche nei duelli il Grifo chiude meglio: 52 vinti su 92, il 56%, contro 40 su 92 della Vis. Le 29 spazzate perugine contro 21 raccontano però quanto la squadra di Diana abbia dovuto difendere, soprattutto nella prima ora.
Il perchè di Vis Pesaro-Perugia 2-2
La Vis ha avuto più pallone e ha comandato territorialmente per buona parte della gara. Il Perugia ha però trasformato una quota minore di possesso in più tiri, più conclusioni nello specchio, più passaggi chiave e più attacchi pericolosi.
Pesaro ha trovato i due gol nel momento migliore, sfruttando due cross di Di Paola e due letture difensive sbagliate. Il Grifo, invece di disunirsi sul 2-1, ha cambiato struttura, recuperato campo e creato abbastanza per pareggiare.
Il risultato nasce da qui: la Vis ha gestito più palloni, il Perugia ha creato più pericoli. Il 2-2 non è il compromesso di una partita piatta. È il punto d’incontro tra due partite diverse giocate dentro gli stessi novanta minuti.
Daniele Antognelli
















