Pianese-Perugia 2-1. Grifo sconfitta sconcertante.
Scritto da Redazione il 13/02/2026Una sconfitta poco onorevole quella del Perugia alle pendici dell’Amiata. Sconcertante e capace di cancellare i progressi di San Benedetto. La formazione a trazione anteriore che Tedesco ha azzardato all’inizio è stata sopraffatta nel primo tempo, per il suo atteggiamento assolutamente inadeguato sul piano caratteriale, dalla fisicità della Pianese, sempre prima sulle palle vaganti, sempre più forte nei contrasti e più a suo agio su un terreno infame che col calcio ha poco a che fare. Il gol dell’1-0, preso nel recupero dell ,prima frazione, ha sancito un vantaggio meritato per la Pianese, che ha approciato bene la partita. Ma è stato preso grazie ad una clamorosa incapacità del Perugia, sul campo e dalla panchina, di buttar fuori la palla con Montevago a terra in area avversaria. Ne è scaturita una punizione dal limite per i padroni di casa che Coccia ha infilato alla sinistra di Gemello aggirando la barriera. Ma, aldilà dell’episodio, il Perugia ha toppato in pieno i primi 45’ e non ha azzeccato nemmeno la ripresa, nonostante il tourbillon delle sostituzioni. Quali le cause di una sconfitta per molto versi sconcertante? Certo, la formazione con giocatori tecnici e non ancora in pienezza di condizione su un dei campo dove ci voleva la scimitarra e non il fioretto, ha agevolato l’organizzazione e la determinazione dei toscani. Certo, il modulo con due mediani ha regalato sempre la superiorità numerica a centrocampo alla Pianese. E anche il campo infame (coi grifoni che hanno addirittura sbagliato i tacchetti!) e il vento forte che nel primo tempo scendeva contrario dall’Amiata, hanno penalizzato più il Perugia che i padroni di casa. Ma il Grifo ha perso soprattutto per l’atteggiamento del tutto inadeguato, al limite dell’irritante, dei grifoni, che non hanno messo l’anima che ci si deve aspettare da chi deve salvarsi. Tedesco a fine gara ha stigmatizzato una squadra che, negli episodi singoli, nei dettagli e in generale, non ha mostrato né identità, né carattere all’altezza. E in effetti il Perugia non ha mai dato l’impressione, neanche nel forcing finale, di poter giocare con rabbia la partita sporca che serviva. Insomma, un passo indietro che dovrebbe far molto pensare agli errori del tecnico e a quelli dei giocatori. E, invece, forse per fortuna, non c’è tempo di pensare, perché domenica c’è già il Carpi. Un’altra battaglia. Stavolta il condottiero non potrà sbagliare strategia e i soldati dovranno sfoderare la baionetta. Lo capiranno,tutti, una volta per tutte?
Daniele Orlandi . Agenzia Stampa Italia
















