Perugia-Pineto 2-1. Grifo, all’ultimo tuffo Kabashi risolve una partita complicata.
Scritto da Redazione il 07/09/2026All’ultimo tuffo, con carattere, malgrado tante cose ancora da registrare, il Grifo con Kabashi artiglia una vittoria non meritata per quello che si era visto in campo, ma proprio per questo ancor più importante. Il Perugia è ancora, inevitabilmente, una casa in costruzione e le squadre organizzate come il Pineto sono le più indicate per evidenziarne i limiti, oggi evidenziatisi soprattutto sulla mediana. Che, soprattutto nel primo tempo, non ha costruito, perché incapace di fare movimento senza palla, con le mezzali che non andavano dietro a cercare palla e a suggerire la manovra per i difensori. Il Pineto ha così avuto buon gioco a interrompere tutte le trame concitate dei grifoni e a ripartire sfruttando la poca copertura del Perugia sulle fasce. Anche la condizione fisica è quella che è, e i grifoni per tutto il primo tempo, e in parte anche nella ripresa, hanno giocato a bassa intensità e a ritmi rallentati, arrivando sistematicamente secondi sulle palle vaganti. Questo quadro tattico ha determinato errori di misura, di scelta delle soluzioni migliori e di frenesia nelle giocate. Insomma, il Perugia, subìto lo 0-1 dopo otto minuti su un’azione originata da un errore di Ladinetti, non è sembrato in grado di venire a capo della situazione. A risolvere la questione ci ha pensato Canotto con un’iniziativa personale che ha portato al rigore su Cavallini, infortunatosi nell’occasione. Allo scadere il Perugia ha rischiato di vanificare il pari raggiunto con una svista madornale di Quirini, che ha lasciato sfilare un pallone innocuo e su cui ha rimediato Zelezny (ottima la sua prova). Nella ripresa, complice anche un calo del Pineto, il Perugia ha tenuto maggiormente l’iniziativa. Le sostituzioni che avrebbero potuto cambiare il quadro tattico, Diana non le ha potute fare per gli infortuni di Cavallini e Megelaitis. E così, il Perugia ha dovuto affidarsi alle giocate individuali, come è peraltro logico in questo periodo di cantiere aperto, mentre qualcosa dietro ha continuato a rischiarlo propio nel finale. E nel recupero, Kabashi ha fatto la sua giocata preferita, il tiro da fuori, su un’azione propiziata dalla tenacia di Cortesi, un altro che quando tocca il pallone fa la differenza. Il missile di Kabashi ha regalato ai seimila del Curi una serata felice e a Diana un risultato che, con tutti i limiti prevedibili e previsti di questa fase di assemblaggio e preparazione ritardati, aiuterà la squadra a crescere, in vista del calendario che nelle prossime partite si fa impegnativo.
Daniele Orlandi – Agenzia Stampa Italia
















