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Perugia-Juventus Next Gen: guida all’avversario di Daniele Antognelli

Scritto da il 04/04/2026

Una Next Gen giovane ma competitiva: rendimento esterno, trend dei gol, uomini chiave, precedenti e chiavi tattiche della sfida del Curi. Squadra da colpire all’avvio e pericolosa nei finali.

Perugia-Juventus Next Gen | Serie C – Girone B, 35ª giornata | Sabato4 aprile 2026, ore 17:30 | Stadio “Renato Curi”, Perugia

Il Grifo si presenta all’appuntamento di sabato da 15° posto, reduce dal successo esterno per 1-0 sul campo della Vis Pesaro dopo una striscia recente fatta anche del 2-1 al Pontedera e dei pareggi contro Arezzo e Torres; la Next Gen, invece, è in piena zona playoff, al 7° posto, e arriva al Curi dopo due pareggi consecutivi, 2-2 con il Gubbio e 2-2 a Forlì, preceduti dal ko interno contro la Vis Pesaro.

La Juventus Next Gen resta una squadra con più leggerezza tecnica e più gamba, ma anche con oscillazioni ancora evidenti dentro la stessa partita. Caratteristica è quella di concedere, in particolare nella prima mezz’ora e fase centrale della ripresa, ma recupera spesso ed è pericolosa nelle fasi finali dei tempi. Specialmente negli ultimi 25 minuti di gara.

Mentre il Grifo cerca punti in casa per mantenersi sopra la salvezza, i bianconeri vogliono blindare il proprio posto tra le prime della griglia playoff. Una partita che, almeno sulla carta, promette intensità, ritmo e diversi duelli.

Cenni storici e curiosità sulla Juventus Next Gen

La Juventus Next Gen è la seconda squadra professionistica della Juventus, nasce ufficialmente nell’agosto 2018 come Juventus Under 23 e dal 2022 porta l’attuale denominazione. La sua provenienza è naturalmente Torino, nel cuore del sistema bianconero.

Il lavoro quotidiano si sviluppa allo Juventus Training Center di Vinovo, dove trovano sede la Juventus Women e le giovanili bianconere; per la stagione 2025-26 la squadra è tornata a giocare le gare interne allo stadio Giuseppe Moccagatta di Alessandria, dopo l’annata precedente trascorsa a Biella.

Dal punto di vista storico, la squadra bianconera è stata la prima a riportare concretamente nel professionismo italiano il modello della “seconda squadra”, diventando il riferimento iniziale di un’idea che per anni era rimasta quasi teorica.

Il trofeo più prestigioso, nella breve storia del progetto, è la Coppa Italia Serie C 2019-20, vinta battendo la Ternana in finale; a questo si aggiunge la finale di Coppa Italia Serie C 2022-23 e il 7° posto del 2023-24, che resta il miglior piazzamento in campionato.

A livello societario, la Juventus Next Gen non è un club autonomo, ma una squadra professionistica interna alla Juventus Football Club S.p.A.

La presidenza della società è affidata a Gianluca Ferrero, mentre il progetto tecnico Next Gen è da tempo uno degli assi portanti dell’idea bianconera di filiera. Anche per questo, il valore complessivo della rosa risulta molto alto per la categoria: stimato in oltre 10 milioni di euro, contro i 4,4 milioni circa attribuiti alla rosa del Perugia.

Il giocatore con più presenze in assoluto nella Next Gen è Nicolò Cudrig (23) con 123 partite (in prestito aPerugia nella stagione 2023/24), mentre il miglior marcatore storico è Simone Guerra (36) con 41 reti in 99 presenze. Guerra è attualmente anche il capitano della squadra.


L’allenatore: Massimo Brambilla

Sulla panchina bianconera siede Massimo Brambilla, nato a Vimercate il 4 marzo 1973, tornato sulla panchina bianconera a novembre 2024, dopo la parentesi al Foggia.

Da calciatore Brambilla è stato un centrocampista cresciuto nel Monza. Ha poi indossato le maglie di Reggiana, Parma, Bologna, Torino, Siena, Cagliari, Mantova e Pergocrema.

Importante il suo contributo alla storica promozione del Siena in Serie A nel 2002-03 e la vittoria del Campionato Europeo Under 21 con l’Italia nel 1996, anno in cui partecipò anche ai Giochi Olimpici di Atlanta.

Come allenatore, prima della Next Gen, Brambilla ha lavorato a lungo nei vivai. In particolare all’Atalanta, dove ha raccolto risultati di rilievo tra Under 17 e Primavera, vincendo due campionati Primavera e due Supercoppe Primavera.

Un tecnico che unisce l’allenamento dei giovani alla cultura del risultato.

Sul piano tattico è legato soprattutto ai sistemi a difesa a tre, in particolare 3-5-2 e 3-4-2-1, con attenzione alla fase difensiva e allo sviluppo dei giovani.

I tabellini stagionali confermano questa linea di fondo: la Juventus Next Gen 2025/26 si muove quasi sempre da una struttura a tre dietro, con esterni chiamati a dare ampiezza e con uomini tra le linee pronti a cucire il gioco o ad attaccare lo spazio.

Quanto ai precedenti contro il Perugia, Brambilla da allenatore ha già incrociato i biancorossi tre volte in campionato, e sempre con la Juventus Next Gen: sconfitta 0-2 al Moccagatta il 22 ottobre 2023, sconfitta 0-2 al Curi il 25 febbraio 2024, vittoria 1-0 ad Alessandria il 30 novembre 2025. Il bilancio, quindi, è di una vittoria e due sconfitte.


Andamento, numeri e trend della Juventus Next Gen 2025/26

La Juventus Next Gen ha giocato 31 partite di campionato e raccolto 44 punti, con 12 vittorie, 8 pareggi e 11 sconfitte39 gol fatti e 38 subiti.

La media è di 1,42 punti a gara (1,71 in casa e 1,13 in trasferta), dato che colloca la squadra di Brambilla dentro la zona playoff. Per una squadra dall’età media di 21,9 anni, è un rendimento tutt’altro che banale.

L’andamento, però, non è stato lineare. I risultati recenti lo confermano: sconfitta a Campobasso per 2-1, successo a Pontedera per 1-0, ko interno con la Vis Pesaro per 1-3, poi il 2-2 a Forlì e il 2-2 casalingo con il Gubbio.

Il quadro è di una squadra che resta competitiva, ma che dentro le partite e dentro i cicli brevi continua a portarsi dietro oscillazioni evidenti.

L’ultima gara giocata è il 2-2 contro il Gubbio. La Next Gen era andata sotto di due gol, poi l’ha riaperta con Puczka su rigore e l’ha ripresa in extremis con Guerra all’88’ (entrambe le reti oltre il 65’).

Il dato statistico evidenzia pressione crescente dei bianconeri: più volume offensivo, più corner, più tiri nello specchio rispetto agli avversari. Gara che racconta una squadra non sempre pulita nell’approccio, ma capace di reagire.

Il rendimento in trasferta

Fuori casa, la Juventus Next Gen ha disputato 16 partite, ottenendo 4 vittorie, 6 pareggi e 6 sconfitte, con 18 gol fatti e 20 subiti. La media punti esterna è quindi di 1,13 a partita, con 1,13 gol segnati e 1,25 incassati a gara.

La media punti esterna della Juve NG è la stessa del Perugia nelle gare interne.

I bianconeri tengono la porta inviolata solo nel 19% delle trasferte e subiscono almeno una rete nell’81% dei casi. Di contro il Perugia ha sempre incassato almeno una rete in casa dall’ultimo clean sheet nella partita pre-natalizia con il Forlì.

Nelle 16 trasferte già disputate la Next Gen ha pareggiato a Carpi e Ascoli, ha perso in partite strette come quelle di Vis PesaroArezzo e Campobasso, ha vinto con il miglior margine a Sassari contro la Torres (3-0) e ha mostrato grande capacità realizzativa in sfide come il 4-2 alla Sambenedettese.

Fuori casa la Next Gen non domina, ma resta quasi sempre dentro la partita.

Lo stato di forma esterno più recente è abbastanza equilibrato: nelle ultime cinque trasferte sono arrivati 2 successi, 1 pareggio e 2 sconfitte, con 6 gol fatti e 6 subiti. Il ciclo comprende il 3-0 a Sassari contro la Torres, il 2-0 subito a Ravenna, il 2-1 perso a Campobasso, l’1-0 vinto a Pontedera e il 2-2 di Forlì. È una sequenza che racconta elasticità, ma anche difficoltà a dare continuità.

L’ultima trasferta è stata appunto il 2-2 di Forlì del 15 marzo 2026.

I romagnoli sono andati avanti due volte, con Coveri nel primo tempo e Franzolini nella ripresa; la Next Gen ha risposto prima con Puczka su rigore e poi con Anghelè. Anche qui entrambi i gol dei bianconeri dopo il 65’.

L’ambiente Juventus ha parlato di “punto prezioso in chiave playoff” e di “meritato pareggio”. Al di là della formula, il contenuto: squadra che concede, ma squadra che non si spezza. Per il Perugia, questa è una spia da non ignorare.

Timing dei gol: quadro stagionale e quello in trasferta

Una delle chiavi più interessanti per leggere la Juventus Next Gen è la distribuzione temporale dei gol. Su scala stagionale, il 31% delle reti bianconere arriva tra 76’ e 90’, mentre il secondo segmento più produttivo è il 31’-45’ con il 21%.

Sul lato dei gol subiti, la finestra più critica è il 61’-75’, che pesa per il 24% del totale. In pratica: la Next Gen tende a crescere col passare dei minuti, ma dentro la ripresa ha anche una zona di vulnerabilità riconoscibile.

Il Perugia distribuisce in modo più equilibrato i propri picchi tra 16’-30’ e 76’-90’. Sul lato difensivo, il Perugia in casa concede mediamente meno dei bianconeri fuori casa: 0,94 contro 1,25 a partita. La Juventus Next Gen tende a diventare più pericolosa quando la partita si sfilaccia.

Perugia-Juventus Next Gen: guida all'avversario. Grafico timing gol fatti e subiti stagionale.

Se poi si guarda alla sola ricostruzione delle 16 trasferte già giocate, il profilo si definisce ancora meglio: i 18 gol segnati dalla Next Gen si distribuiscono principalmente tra 31’ e 45’ (22,2%), mentre da dopo il 65’a fine partita sono arrivati quasi il 50% dei gol totali segnati in trasferta.

20 gol subiti, invece, pesano per il 45% nei primi 30 minuti di gara e per il 25% tra 61’ e 75’. È una fotografia chiara: fuori casa la Next Gen concede qualcosa all’inizio e nel cuore della ripresa, ma diventa davvero temibile nel finale.

Perugia-Juventus Next Gen: guida all'avversario. Grafico timing gol fatti e subiti in trasferta.

Per il Perugia significa una cosa semplice ma decisiva: non basterà giocare bene un’ora. Contro questa Juventus Next Gen, se la partita resta aperta oltre il 70’, il rischio cresce.

È una squadra che spesso nel finale trova gamba, spazio, seconde palle e una certa spregiudicatezza offensiva. Allo stesso tempo, però, il Grifo può provare a colpirla nei segmenti in cui la squadra di Brambilla concede di più, soprattutto all’inizio e nella fascia 61’-75’.


Rosa Juventus Next Gen 2025/26: struttura e uomini chiave

Dal punto di vista anagrafico e strutturale, la Juventus Next Gen conta un’età media di 21,9 anni, il Perugia 26,6 anni. Anche il valore di mercato complessivo stimato è molto diverso, a favore dei bianconeri.

La differenza, però, non è soltanto economica: è una differenza di filosofia. La Next Gen è pensata per la crescita, il Perugia per il rendimento. La prima lavora sulla prospettiva, il secondo deve fare i conti soprattutto con il presente.

Sul campo questo si traduce in una squadra bianconera con più gamba, più rotazioni offensive e più giocatori ibridi tra fascia, trequarti e seconda punta, ma anche con meno “mestiere diffuso” rispetto a un organico più adulto.

La Juventus Next Gen ha però due o tre figure che reggono la struttura dal punto di vista dell’esperienza: Simone Guerra (36) davanti, Filippo Scaglia (34) dietro, e in mezzo un perno come Faticanti (21), che pur essendo giovane ha già un peso da giocatore di sistema (oltre ad essere il più prezioso di valore cartellino).

Anche David Puczka (21) è un elemento fondamentale, esterno sinistro che ha portato 9 reti e 5 assist.

Portieri

  • 22. Stefano Mangiapoco (22), portiere, 21 presenze – ammonizioni 1, espulsioni 0: arrivato dalla Giana Erminio, è stato il portiere più continuo della stagione. Profilo reattivo, abbastanza affidabile, chiamato spesso a lavorare dietro una squadra che concede qualcosa ma non crolla facilmente.
  • 1. Simone Scaglia (21), portiere, 12 presenze – ammonizioni 1, espulsioni 0: alternativa reale, non semplice comparsa.

Difensori

  • 7. David Puczka (21), esterno/terzino sinistro, 27 presenze – gol 9, assist 5, ammonizioni 2, espulsioni 1: austriaco, arrivato dall’FC Eindhoven, è il dato più clamoroso dell’intera rosa. Parte largo e da dietro, ma è il primo finalizzatore della squadra in campionato. Ha spinta, tempi di inserimento e peso offensivo enorme; in più ha deciso l’andata contro il Perugia.
  • 3. Javier Gil (19), difensore centrale, 20 presenze – gol 1, assist 0, ammonizioni 4, espulsioni 0: centrale spagnolo, aggressivo, attitudine al duello e una certa propensione al contatto.
  • 15. Federico Savio (20), terzino destro, 15 presenze – gol 0, assist 2, ammonizioni 3, espulsioni 0: giocatore di corsa e aggressività sulla corsia, più verticale che conservativo.
  • 23. Filippo Scaglia (34), difensore centrale, 15 presenze – gol 0, assist 0, ammonizioni 2, espulsioni 0: è uno dei veterani del gruppo, classe 1991. Pesa meno per atletismo che per letture, posizione e gestione dei momenti.

Centrocampisti

  • 16. Giacomo Faticanti (21), mediano, 32 presenze – gol 2, assist 1, ammonizioni 3, espulsioni 0: arrivato dal Lecce, è il vero perno della squadra. È il giocatore più utilizzato in campionato e dà ordine, struttura, tempi alla squadra. È probabilmente il calciatore che meglio interpreta l’equilibrio cercato da Brambilla.
  • 8. Augusto Owusu (21), centrocampista centrale, 25 presenze – gol 0, assist 2, ammonizioni 5, espulsioni 0: interno di sostanza, corsa e contatto. Il numero dei gialli conferma un centrocampista che vive dentro il corpo a corpo e le seconde palle.
  • 41. Nicolò Cudrig (23), centrocampista centrale, 21 presenze – gol 0, assist 2, ammonizioni 3, espulsioni 0: elemento duttile, utile a collegare mediana e rifinitura. Ex Perugia.
  • 5. Federico Macca (22), centrocampista centrale, 16 presenze – gol 1, assist 0, ammonizioni 2, espulsioni 0: mezzala/interno con discreta mobilità, utile nelle connessioni brevi e nella riaggressione.
  • 32. Adin Licina (19), trequartista, 6 presenze – gol 0, assist 1, ammonizioni 1, espulsioni 0: tedesco scuola Bayern arrivato a febbraio dalla Germania e subito integrato fra i titolari.

Attaccanti

  • 9. Serigne Deme (21), seconda punta, 32 presenze – gol 4, assist 0, ammonizioni 4, espulsioni 0: attaccante di movimento, importante per lavoro senza palla e attacco degli spazi.
  • 10. Lorenzo Anghelè (21), seconda punta/trequartista, 29 presenze – gol 2, assist 3, ammonizioni 5, espulsioni 0: giocatore di rifinitura e interspazi, capace di accendere la manovra tra le linee. Ha segnato nell’ultima trasferta a Forlì.
  • 17. Simone Guerra (36), centravanti, 28 presenze – gol 8, assist 6, ammonizioni 3, espulsioni 0: è l’uomo più esperto dell’attacco, il riferimento “adulto” del gruppo. Non solo finalizza: sa far salire la squadra, rifinire e occupare bene il centro dell’area e del gioco. Resta uno dei nomi più delicati da leggere per il Perugia.

Osservazioni

La Juventus Next Gen non distribuisce la produzione offensiva come una squadra classica di Serie C. Il capocannoniere non è una prima punta, ma un esterno mancino come Puczka.

Questo significa che il pericolo arriva da più linee, da più corse, da più zone. Per un avversario, è un problema perché rende meno semplice preparare marcature e scalate difensive.

Tra i giocatori più usati, i gialli si concentrano su profili come GilOwusuAnghelèDeme e Savio. La Next Gen non è una squadra “leggera” nel senso debole del termine. Quando la partita si sporca, accetta il duello, il contrasto, l’attrito emotivo.


Precedenti Perugia-Juventus Next Gen

Quella tra Perugia e Juventus Next Gen è una sfida giovane anche nel numero degli incroci. I precedenti ufficiali sono soltanto tre, con un bilancio che sorride ancora ai biancorossi: 2 vittorie del Perugia, 0 pareggi e 1 vittoria della Juventus Next Gen, con 4 gol segnati dal Grifo e 1 dai bianconeri.

La sequenza è: Juventus Next Gen-Perugia 0-2 il 22 ottobre 2023Perugia-Juventus Next Gen 2-0 il 25 febbraio 2024Juventus Next Gen-Perugia 1-0 il 30 novembre 2025.

Il Perugia aveva vinto i primi due incroci, poi la squadra di Brambilla si è presa l’andata di questa stagione, trovando il primo successo della sua storia contro il Grifo.

A Perugia il bilancio è ancora più semplice: una sola gara ufficialeuna sola vittoria biancorossa2 gol fatti e 0 subiti. È la partita del 25 febbraio 2024, finita 2-0 al Curi con reti di Sylla allo scadere del primo tempo e Lewis in apertura di ripresa.

Partita di andata

Il 30 novembre 2025 al Moccagatta finì 1-0 per la Juventus Next Gen, con rete decisiva di Puczka nel finale.

La Next Gen chiuse con più tiri nello specchio, più conclusioni bloccate e più volume offensivo del Perugia. Brambilla, dopo la partita, disse apertamente che quella era stata “la nostra migliore gara della stagione”.

Un dettaglio che pesa anche psicologicamente verso il ritorno, perché non è solo un episodio favorevole, ma una partita in cui i bianconeri si sono sentiti superiori nella qualità complessiva della prestazione.

L’ex della sfida è Nicolò Cudrig. Nella stagione 2023-24 ha vestito la maglia del Perugia, arrivando in prestito dai bianconeri e tornando poi alla base a fine annata.

Nell’ultimo Perugia-Juventus Next Gen giocato al Curi, quello vinto 2-0 dai biancorossi nel febbraio 2024, Cudrig entrò nel finale con la maglia biancorossa. Sabato si ripresenta da avversario.


La chiave tattica della partita

Il Perugia dovrà evitare di lasciare alla Juventus Next Gen una partita lunga, aperta, ricca di spazi e di seconde palle nell’ultimo quarto d’ora. È proprio lì che i bianconeri alzano il proprio peso offensivo, sia nel dato stagionale sia nella lettura delle trasferte. Più il match si allunga e più la Next Gen può diventare scomoda.

Dall’altra parte, il Grifo ha margini per colpire dove la squadra di Brambilla tende a concedere: l’approccio iniziale non sempre è perfetto, la difesa fuori casa non è blindata e alcune fasce temporali, soprattutto avvio di partita e segmento 61’-75’, risultano vulnerabilità reali.

In questo senso, il successo di Perugia a Vis Pesaro e il rendimento casalingo relativamente più sobrio nelle reti concesse offrono ai biancorossi un’idea di partita più concreta: stare compatti, sporcare i riferimenti tecnici della Next Gen, non concedere transizioni facili e provare a indirizzare il match prima che entri nella zona preferita dai bianconeri.

Daniele Antognelli

Perugia-Juventus Next Gen: guida all’avversario

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