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Match point scudetto per la Sir. Colaci: “Giocare a pallavolo in maniera semplice”

Scritto da il 05/05/2026

 
Dici due a zero ed il pensiero inevitabilmente va allo scorso anno. Allora si parlava di semifinale e la Lube Civitanova riuscì a ribaltare il doppio svantaggio nella serie. Questa volta la situazione appare molto diversa: i Block Devils stanno bene fisicamente e mentalmente e le premesse per chiudere il discorso e di conseguenza cucirsi sul petto il terzo tricolore della storia ci sono tutte. Dal passato però bisogna imparare e lo sa bene Max Colaci, alla sua ultima finale scudetto della carriera. E’ lui a presentare quello che si prefigura come un autentico match point.

Non è una vigilia come tutte le altre. Come la stai vivendo te e come la vive la squadra?

La sto vivendo personalmente come sempre. Conosco il peso specifico di questa partita. Non bisogna fare nulla di diverso rispetto a quanto fatto fino ad ora. Bisogna giocare a pallavolo in maniera semplice. È un match che potrebbe essere decisivo. I ragazzi mi sono sembrati sereni e può essere un fattore positivo

Le gare 1 e 2 sono state molto diverse con il tuo lavoro in seconda linea determinante. Che Lube pensi arriverà qui?

In seconda linea è sempre una partita difficile. Bisogna mettersi al servizio della squadra pensando poco alla gara personale. Il loro livello in battuta è stato superiore in gara 2 perché hanno prodotto di più. È una squadra che spinge sempre ma quando rischi regali qualcosa. Abbiamo giocato diverse palle alte, sarà così anche domani. Dovremo essere consapevoli di questo. Serviranno più azioni lunghe del solito

Domenica scorsa si è evidenziata molta più sofferenza nella fase side out. Pensi sia questo l’aspetto da migliorare?

Si può fare meglio. Vorresti far meglio ma quando Nikolov batte a 125 orari c’è poco da fare. Possiamo fare una fase break molto importante senza fare due o tre errori di fila. Ci sono sempre cose da poter far meglio, anche se si vince 3-0

Dal punto di vista mentale l’avete vinta a Civitanova

Siamo stati bravi con Angelo a fare uno step in più a livello mentale. Siamo rimasti in campo anche nei momenti difficili. È importante che tutti siano convinti

Sarebbe più bello vincerlo in casa?

Il presidente era molto contento lo stesso a Monza. Nove anni fa fu una cosa incredibile, casa tua è casa tua. c’è poco da fare. Importante però arrivare a tre vittorie. È chiaro, è un’occasione e saremmo felici di sfruttarla. Altrimenti si penserà a gara quattro

Questa situazione è molto simile a quella dello scorso anno. La Sir rispetto ad allora ha qualcosa di diverso?

Io e anche i miei compagni non stiamo pensando allo scorso anno. Il passato non gioca. Chiaro che l’esperienza ti insegna. Se vuoi vincere qualcosa devi passare da Lube e Trento, che sanno come affrontare ed uscire dalle situazioni di difficoltà. Non so se abbiamo qualcosa in più: ci sono dei difetti grossi, anche se li nascondiamo bene, ma restiamo sempre in partiti

Lorenzetti ha espresso parole sentite nei tuoi confronti. A parti invertite che ne pensi di lui?

Quando un allenatore arriva in una squadra nuova non è così semplice. Devi rapportarti con quattordici teste diverse. Porti solitamente le tue idee e le adatti ai giocatori che hai. Alcune non si incastravano bene e ha cambiato stile di battuta e ricezione. Siamo cresciuti insieme da questo punto di vista, soprattutto grazie ad Angelo, sempre alla ricerca di ciò che si può far meglio. Personalmente sento la sua fiducia. Abbiamo fatto un bel lavoro, ce n’è ancora molto da fare

L’omaggio dei tifosi ti è piaciuto?

Ringrazio tutti. Mi hanno accolto benissimo sin dal primo giorno. Un po’ d’anni fa ci sono stati un paio di personaggi che hanno avuto da ridire, una delegazione dei Sirmaniaci è venuta a dirmi che mi sostenevano. Ma è stato un bel percorso fatto di alti e bassi. Un momento che porterò sempre con me

Sei arrivato qui da giocatore fatto e finito. Come giudichi il tuo percorso?

Arrivando qui avevo degli stimoli enormi perché in diversi mi volevano. Ma essere il primo a vincere un trofeo qui era una scommessa. Ho capito fin da subito che il problema era mentale. Diversi tifosi mi hanno detto “grazie per essere venuto ma con Modena non vinceremo mai”. Abbiamo cercato di risolvere questo problema capendo che era importante anche il martedì, non solo la domenica.

Enrico Fanelli – TifoGrifo.com
Scritto da
il 05/05/2026.
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