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Livorno-Perugia 1-2. Grifo, vittoria pesantissima, prestazione super. Ora continuità.

Scritto da il 05/03/2026

Una vittoria tanto inaspettata quanto chiara e meritata. E non solo tre punti, ma anche un atteggiamento intraprendente e coraggioso, aggressivo sempre, a tratti lucido, anche se poco cinico. Il Perugia passa a Livorno in una partita che i grifoni hanno condotto e controllato dall’inizio alla fine. Bene i singoli e bene la squadra nel ritorno al 4/2/3/1 schierato da Tedesco con Tozzuolo, Riccardi, Stramaccioni e Dell’Orco in difesa, Megalaitis e Tumbarello mediani dietro a Lisi, Manzari e Canotto a supporto di Montevago. Il Livorno, è vero, ha concesso campo e lasciato giocare il Perugia, senza mai trovare il filo del propio gioco. Ma è stato lo spirito d’iniziativa energico dei grifoni ad orientare subito la gara. Il Perugia a trazione offensiva ha costretto il Livorno a infruttuosi tentativi di costruire da dietro, sempre vanificati dall’aggressività dei biancorossi, stasera bene in gamba, capaci come quasi mai di lottare sulle palle vaganti, sui contrasti, sugli anticipi e di aiutarsi l’un l’altro. Le occasioni nel primo tempo sono state tutte di marca perugina, clamorosa quella intorno al 41’ di Montevago che a porta vuota ha ciccato il pallone. La ripresa il Perugia l’ha iniziata allo stesso modo, l’atteggiamento non è cambiato e Montevago ha cancellato gli errori del primo tempo con un gol d’autore. Il Livorno? Ha provato qualche sortita (due conclusioni pericolose ma episodiche di Malagrida) ma il Perugia, pur calando qualcosa di gamba, ha sempre tenuto il pallino del match. E ha colpito all’80’ con Bacchin, entrato pochi minuti prima al posto di Lisi e bravo a finalizzare con freddezza. Bacchin e Lisi da una parte e Canotto e Bolsius dall’altra hanno scardinato sugli esterni la difesa labronica: così l’aveva studiata Tedesco e gli inserimenti larghi in profondità sono stati in effetti la chiave tattica vincente. Il Perugia è stato bravo a colpire sugli esterni un Livorno che faceva massa al centro, dove comunque Bartolomei e Tumbarello hanno dato equilibrio in entrambe le fasi. E brava la squadra di Tedesco anche a far fruttare gli spazi concessi dalla squadra di casa per aspettare bassa. E anche le altre sostituzioni fatte da Tedesco nel finale (Nepi per Montevago, Verre per Manzari) si sono inserite con continuità in un ambito tattico sempre in mano al Grifo e in un attitudine mentale di squadra senza paure. Insomma, oggi i grifoni hanno voluto anzitutto la vittoria e hanno saputo poi costruirla con sagacia ed equilibrio. A parte l’episodio del rigore (fallo plateale ma non necessario di Stramaccioni, unica sbavatura del difensore, per il resto autore di una buona prova) il Perugia non è mai sbandato e nel lungo recupero ha dato prova di una maturità e freddezza finora sconosciute nel gestire il pallone e le situazioni. Tutto bene quindi. Ma ora serve continuità. Lo scontro con il Pontedera dell’ex Braglia diventa di vitale importanza per il gioco dei distacchi in classifica nel regolamento dei play out. I grifoni, che finora hanno fallito tutte le prove del nove, stavolta non se lo potranno permettere. Per una volta, evitino errori e leggerezze, carenze nell’approccio e paure. Ci vuole continuità, quella che è mancata finora.

Daniele Orlandi – Agenzia Stampa Italia

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il 05/03/2026.
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