Le lacrime di Hernan e le emozioni di Alessandro: il Grifo riparte da qui
Scritto da Andrea Fais il 06/08/2026L’incertezza estiva sulle sorti del Perugia nell’immediato futuro si è risolta come nella più bella delle favole e il lieto fine che tutti i tifosi attendevano con ansia è arrivato. Il passaggio del testimone, non ancora completato per ragioni tecniche, tra la proprietà uscente di Javier Faroni e quella entrante di ArenaCuri è stato ormai avviato.
La conferenza stampa di ieri al Sangallo Palace Hotel ha consegnato ai presenti e a tutta la città momenti e immagini che valgono più di mille parole. Seduti l’uno al fianco dell’altro, Hernan Borras, direttore generale per quel che resta, e Alessandro Gaucci, prossimo presidente della società, hanno espresso concetti chiari, giocando a carte scoperte.
Nessuna sorpresa né messaggi criptici. La situazione a Pian di Massiano era ormai arrivata a un punto di non ritorno: dopo aver profuso importanti sforzi finanziari negli ultimi due anni, senza purtroppo aver ottenuto sul campo quanto sperato, il Perugia appariva destinato ad affrontare un campionato ben più arduo e ostico di quello conclusosi lo scorso aprile con la salvezza acciuffata all’ultima giornata.
Le partenze dei calciatori più competitivi, da un lato, e il netto incremento dell’indice di difficoltà del torneo, con ben tre retrocesse dalla cadetteria (Pescara, Reggiana e Spezia) inserite nel girone B, avrebbero costretto il tecnico dimissionario, Giovanni Tedesco, e la squadra, in buona parte formata da giovani, a compiere un vero e proprio miracolo sportivo già soltanto per evitare il limbo degli spareggi salvezza.
Faroni e Borras ce l’hanno messa tutta. Come ha sottolineato lo stesso Gaucci, nulla si può rimproverare loro sul piano dell’impegno economico. Sbarcati nel capoluogo umbro meno di due anni fa, l’imprenditore argentino e il suo fido collaboratore, rimasto costantemente a Perugia nei momenti di difficoltà personale del presidente uscente, avevano ereditato dalla precedente gestione una situazione a dir poco complicata.
Sebbene la squadra non abbia ottenuto risultati di rilievo, la loro esperienza biancorossa non è stata affatto vana o inutile. Queste due stagioni hanno visto un’importante lavoro di riorganizzazione della società e delle strutture, per non parlare del settore giovanile, con gli under-19 arrivati in semifinale playoff nel Campionato Primavera 2 e gli under-17 capaci di conquistare per la prima volta lo scudetto di categoria.
Lo scorso anno, inoltre, il Comune ha finalmente dato il via al primo stralcio dei lavori di ristrutturazione profonda dello stadio “Renato Curi”, che al momento stanno interessando la Gradinata (Tribuna Est) e che a breve coinvolgeranno la Curva Nord. Qualora fossero individuati i finanziamenti anche per il terzo stralcio, l’impianto diventerebbe indubbiamente uno dei più belli, moderni e funzionali in Italia tra quelli di capienza media.
Con queste premesse, la proprietà entrante e gli investitori di riferimento, più volte evocati durante l’incontro con la stampa ma non ancora svelati, possono senz’altro ripartire da qualche certezza, al netto dei problemi da risolvere. Certo, come ha ricordato Alessandro Gaucci, c’è una squadra da comporre in tutta fretta, in vista dell’ormai imminente incipit della stagione 2026-2027, con la prima uscita ufficiale già in calendario per la serata di ferragosto, in Coppa Italia, tra le mura amiche, contro la Vis Pesaro.
La voce, spezzata dalla commozione, di Hernan Borras, che comunque avrà un ruolo nel Perugia di domani, ha lasciato affiorare in superficie tutte le sofferenze patite in questo biennio, mostrando quanto profondo possa essere l’impegno di un professionista e il senso di responsabilità verso il ruolo che è chiamato a svolgere, tanto più nel calcio italiano dove, complici le passioni e gli eccessi, non si perdona quasi mai niente a nessuno.
Alessandro lo sa bene. Ha passato la prima parte della sua vita a fianco del padre, che tanto diede al Perugia e a Perugia in quattordici anni, finiti male per motivi che lo stesso primogenito di “Big Luciano” ha preferito non rivangare di fronte ai microfoni. Chi ha vissuto quell’epoca d’oro sugli spalti non dimenticherà mai i grandi giocatori che hanno calcato il manto erboso del “Renato Curi” e le imprese sportive conseguite dalla squadra, così come le delusioni e le tensioni con la tifoseria, o parte di essa, ma quei momenti, ormai, appartengono al passato.
Adesso va aperto un capitolo nuovo nel calcio di oggi, diverso, e non di poco, da quello di allora. Ventuno anni dopo, un Gaucci tornerà ad occupare la poltrona più prestigiosa nell’organigramma societario. Alessandro lo ha chiarito: nessuna rivalsa, nessuna rivincita. Soltanto la volontà di ripartire da dove gli eventi avversi lo costrinsero ad interrompere il percorso, con la stessa determinazione e la stessa voglia di riportare il Grifo in alto, ma con quattro lustri di esperienza in più. E scusate se è poco.
Andrea Fais – TifoGrifo.com
















