In… sidecar – un pareggio né bianco né nero
Scritto da Redazione il 04/04/2026
: Raffaè, te lo dico subito: questo 2-2 mi resta sullo stomaco. Due gol fatti, due regalati. E la Juve U23 non ha nemmeno dovuto sudare troppo per mantenersi in partita.
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Eh, però il Perugia nel primo tempo aveva dato l’impressione di poter soccombere. Ritmo, idee, poco coraggio. Poi, come spesso accade, si è accesa la luce. E quando si accende la luce, il Grifo si desta dal letargo.
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Soprattutto se dietro balli. Il secondo gol preso è roba che Elio Clero avrebbe definito “una distrazione imperdonabile”. Lo sento ancora: quel tono pacato, ma tagliente come una lama affilata.
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Elio Clero… oggi è impossibile parlare di Perugia senza pensare a lui. Avrebbe scritto un pezzo di quelli che ti fanno capire la partita meglio di come l’hai vista. Senza urlare, senza strafare. Con quella sua eleganza naturale.
E con quella cultura infinita. Avrebbe tirato fuori un Perugia–Juventus di vent’anni fa, un aneddoto, un volto, un dettaglio che nessuno ricordava più. E all’improvviso tutto avrebbe avuto un senso.
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Sì. E avrebbe trovato anche il modo di essere giusto. Critico, ma mai cattivo. Affettuoso, ma mai ruffiano. Un equilibrio che oggi, nel nostro mestiere, sembra quasi un’arte perduta.
Oggi, mentre vedevo il Perugia farsi rimontare, ho pensato che lui avrebbe scritto: “La squadra ha smarrito la sua autorevolezza”. Una frase semplice, ma che ti resta addosso.
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E avrebbe aggiunto qualcosa sul carattere. Perché il Perugia, quando sente l’odore della paura, si raggomitola. E lui lo sapeva leggere come pochi.
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Alla fine, questo 2-2 è un’occasione persa. Ma stasera, più del risultato, pesa l’assenza di una voce che per anni ci ha insegnato a guardare il calcio con occhi più profondi.
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Già. Oggi il Perugia ha pareggiato. Ma noi abbiamo perso un Maestro.
















