Forli-Perugia 1-1. Per la salvezza grazie a Tedesco, ora chiarezza su programmi, uomini e mezzi per il futuro.
Scritto da Redazione il 26/04/2026
La salvezza alla fine arriva, con un’altra partita che non ha acceso i cuori dei tifosi, ma arriva. Ed è quello che conta, la cosa per cui l’ambiente tira un sospiro di sollievo, visto come si erano messe le cose ad un certo punto della stagione. Basti ricordare l’inizio-choc dei tre punti in dieci partite, delle sette sconfitte consecutive e dell’encefalo piatto di una squadra su cui nessun affidamento sembrava potersi fare, né tecnico, né agonistico, né di personalità. Poi, l’arrivo di Tedesco, Gaucci e Novellino ha indubbiamente dato la scossa e va riconosciuto a chiare lettere che la salvezza è dovuta a loro, che hanno accettato, in primis il tecnico, una scommessa colossale solo per attaccamento ai colori, rischiando tantissimo in cambio di poco o nulla. Il mercato di gennaio ha elevato la qualità della rosa, anche se la squadra è rimasta un’incompiuta e un assemblaggio fatto senza che ci fosse un disegno a monte, per cui sono continuati gli alti e bassi e la discontinuità di prestazioni e risultati tra partita e partita, e anche dentro la stessa gara. E questo, fino alla fine, fino alla serie dei sei risultati positivi, decisivi per mettere il Perugia in sicurezza, ma interrotti dalla sconfitta interna col Campobasso, ennesimo esame fallito dai grifoni. E, poi, la partita di oggi, l’ultima, col Perugia non ancora sicuro della salvezza. E anche oggi il Perugia ha sbagliato l’approccio e ha sofferto maledettamente nel primo tempo, con il Forlì che l’ha presa sul serio e ha creato almeno quattro occasioni. Petrelli, attaccante romagnolo, sbucava da tutte le parti a far tremare i polsi a Gemello (che in un paio di circostanze ha salvato la baracca) e ai settecento tifosi saliti in Romagna per dimostrare che loro ci hanno sempre creduto, nonostante tutto. Il centrocampo a due del Grifo veniva continuamente aggirato da quello forlivese con fraseggi e accelerazioni improvvise, capaci di metttere gli attaccanti spesso in condizioni di uccellare la rimaneggiata difesa perugina. Solo nel finale di tempo il Perugia si è fatto vivo con un paio di conclusioni di Verre e Montevago, ma nulla più. La ripresa è iniziata col gol a freddo del Forlì ed è praticamente finita con il pari raggiunto da Bacchin, entrato da poco. Dopo il pareggio, è svanita rapidamente ogni ansia, in campo e per quello che stava succedendo sugli altri campi. E si è subito aperta un’altra pagina, nella quale la società dovrà dire alla città e ai tifosi cosa può e cosa vuole fare; dovrà allestire programmi seri, con chiarezza di mezzi, impegni e obiettivi, di guida tecnica e sportiva, di rosa adeguata, tra giovani ed esperti. Per far tornare il Perugia a lottare per obiettivi consoni alla piazza e alla società, cioè per i primi posti, perché in serie C il Perugia non può limitarsi a galleggiare. E questo progetto dovrà essere anche adeguatamente comunicato, con chiarezza e senza infingimenti. E la stampa, cioè noi, avrà il compito di vigilare con spirito e analisi critica sulla trasparenza di programmi e mezzi per realizzarli. Ad ognuno il suo compito, nessuno si può tirare indietro.
Daniele Orlandi – Agenzia Stampa Italia















