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Bra-Perugia 2-2. Grifo, pari in extremis, troppe ombre e limiti strutturali. Società al bivio.

Scritto da il 30/08/2025

In extremis, al centesimo minuto, il Perugia evita una sconfitta che sarebbe stata si immeritata, ma umiliante, sul campo (peraltro neutro) di una matricola della serie C. Il 2-2 arriva dopo una partita in cui si è visto tutto il peggio e il pochissimo di buono che in questo momento il Perugia può dare. Il peggio, sotto forma di manovra anchilosata negli ultimi venti metri, con Montevago in sofferenza tecnica e psicologica per la ricerca disperata di palle giocabili che non arrivano. Con l’inspiegabile ostinazione, (dovuta alla società che non ha reperito sul mercato un’alternativa a Calapai) con cui Cangelosi schiera Nwanege, che è un centrale difensivo, a terzino e lo induce così prima a essere ammonito, poi espulso, senza che all’allenatore nell’intervallo pass neanche per la testa di sostituirlo. Con una assoluta incapacità di azionare le uniche armi utili in partite sporche, agonistiche, con gli avversari tutti dietro la linea della palla e, cioè, i tiri da lontano, le seconde palle, gli uno contro uno che creano superiorità, i calci da fermo (con l’eccezione del corner battuto da Manzari al 99’da cui è scaturito il rigore del 2-2). Con, anche, una squadra che nei momenti cruciali, non sembra avere la lucidità necessaria a fare le scelte giuste. E che, strutturalmente, non dà mai l’impressione di potersi rendere pericolosa. Con questi presupposti, il futuro non può apparire roseo e non si riesce a pensare che possano cambiare lo scenario le (poche) note positive registrate oggi. Su tutte, le prestazioni di Tumbarello (migliore in campo per determinazione, lucidità, capacità di spronare i compagni e coraggio di tirare in porta) e di Giunti, che il suo lo fa con abnegazione e viene premiato anche dal gol. E, poi, anche la buona gara di Kanoute, che conferma in questo inizio campionato di essere uno dei pochi che spinge, dà profondità e prova a concludere, al netto di qualche errore nella scelta dei tempi di gioco. Una nota di merito va anche ai neo arrivati Manzari e Ogunseye che sono entrati nel finale e il loro lo hanno fatto in termini di creazione, di intraprendenza, ricerca di spazi, spallate e tentativi verso la rete i due neo grifoni hanno inoltre avuto rispettivamente il merito di aver battuto bene il corner da cui è nato il penalty e reclamato praticamente da solo il ricorso al FVS per il rigore poi segnato con freddezza per il 2-2 a recupero avanzato. Da una partita dove c’è stato il ricorso al FVS quasi per tutti gli episodi decisivi e la confusione ha regnato sovrana dall’inizio alla fine, il Grifo esce con molti punti interrogativi che dovranno sciogliere la società con la coda del mercato e Cangelosi con alcune scelte diverse da quelle fatte finora, ad esempio Matos, che continua ad essere un giocatore regalato agli avversari. Le scelte definiranno le reali intenzioni della società per questa avventura perugina, questo è chiaro ormai a tutti.

Daniele Orlandi – Agenzia Stampa ItaliA

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il 30/08/2025.
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