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Santopadre: confermo Bisoli. Facciamo 50 punti e poi… Tifosi state sereni: insieme usciremo dal pantano. Allenamenti aperti tutti i martedì.

Scritto da il 17/11/2015

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Il momento è delicato e prima che si creino vespai, meglio chiarire da parte mia le cose con stampa e tifosi. Ho parlato con la squadra, stiamo cercando di trovare la quadratura, i risultati non ce la danno ancora. Importante per me era capire quanto il gruppo sia unito al suo interno e col suo allenatore. Sono perciò sereno che con questo gruppo e allenatore non possiamo che uscire dalla palude. Accettiamo, come doveroso, le critiche legittime e corrette. In questo momento possono esser utili anche le critiche per uscire fuori dalle difficoltà. Accetto in particolare le critiche su me, anche quelle sui soldi che non spenderei per comperare giocatori. Sono incazzato nero per la situazione che si è creata, ma prometto che la squadra la rimettiamo in sesto io allenatore direzione tecnica, e addrizzeremo la situazione

Confermo tutto il mio impegno, ci metto faccia e altrettanto faranno i giocatori. Non ci sono certezze matematiche nel calcio, la stagione è iniziata in salita, ma dobbiamo stare sereni e, aiutandoci tra noi, siamo tutti sicuri di poterne uscire fuori. Nello spogliatoio ho detto che non sono contento, all’inizio è stato un monologo abbastanza duro, e mi pare che più che dialogo, che comunque non nego a nessuno, ci sia da lavorare. Bisogna presto ricreare l’entusiasmo che a Perugia ha portato a risultati importanti.

Confermo assolutamente Bisoli, a prescindere dal risultato della prossima partita col Brescia. Le persone in difficoltà nel Perugia non vengono abbandonate. Bisoli deve stare sereno, ma non deve adagiarsi. Questo nel Perugia vale per tutti, a partire da me che sono il presidente e devo tenere tutto sotto controllo, nel bene come nel male e da cinque anni sono sempre in tensione. Per cui anche Bisoli deve stare in tensione, ma tranquillo e sereno, perché ribadisco fiducia nell’uomo e nell’allenatore. Anche perché ad Asoli pur giocando male abbiamo avuto le nostre occasioni.

Bisoli e la sua lettura delle partite. Pierpaolo ama suo lavoro e ragazzi e magari a fine partita cerca comunque di sottolineare soprattutto le cose positive. Dopo Ascoli, io pensavo più da tifoso e, quando Bisoli ha detto che il Perugia aveva fatto un’ottima prestazione, non ho condiviso. Poi, però, riguardando partita, ho capito cosa voleva dire: pur non giocando bene, abbiamo avuto 5-6 palle gol, io non me le ricordavo mentre Ascoli ha fatto solo l’azione del gol, peraltro bellissima. Bisoli mi spiega sempre la partita da allenatore e anche su Ascoli io non son più convinto che abbia detto eresie. E poi va capito bene anche cosa ci aspettiamo per la serie B: non possiamo aspettarci il gioco del Brasile di Falcao e Socrates, ovviamente. Peraltro, ho visto le altre partite della serie B e devo dire non ce ne sono di migliori di quella nostra ad Ascoli.

Bisoli e Camplone. Le famose vedove di Camplone dobbiamo tranquillizzarle. Camplone era e resta un ottimo allenatore, ma qui aveva finito un ciclo e non ne aprirà un altro, perché io non torno sulle mie scelte per la seconda volta. Bisoli e Camplone sono due allenatori, due uomini, e due persone molto diverse. Bisoli vede il calcio come un gioco in cui non ci si deve legare ad una tattica fissa, perché giostra su due/tre moduli che predilige e si riserva di scegliere tra essi a seconda delle circostanze. Con Camplone non mi sono più risentito neppure per la rescissione, e sono contento se trova squadra se la merita, in serie B può tranquillamente allenare.

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Gli obiettivi iniziali vengono giocoforza per il momento ridimensionati, visto l’andamento del campionato. Il calcio è fatto dai risultati e se avessimo 20 punti, oggi non saremmo qui. Comunque, data la situazione, non si può parlare ancora e sempre di serie A, play off etc. ma continuo a credere nella squadra, che è forte, e nell’allenatore: pensiamo a fare 50 punti anzitutto, poi vediamo…

La rosa è valida ed è stata costruita per far meglio dell’anno scorso, ma le rose dei singoli e dei nomi, se non diventano squadra, non fanno risultati. So per certo, però, che se domani mettessi in vendita, ci sarebbe la fila. Semmai, dobbiamo essere più bravi noi società e staff tecnico, a creare l’amalgama giusto per miscelare bene i singoli e farne una squadra forte per vincere. Abbiamo cambiato progetto, quest’anno, con calciatori nuovi e contrattualizzati, ottimi calciatori per la B, ma non c’è nulla di scontato nel calcio. C’è bisogno di coesione di gruppo e di convinzione, ma queste cose arrivano coi risultati. Nulla comunque è lasciato da noi al caso, tutto vogliamo vada nella direzione giusta.

Non c’è bisogno di nostri solleciti a Bisoli di curare di più la fase offensiva. E’ il primo lui a capire che in questo momento deve lavorare anche e soprattutto su questo aspetto, ma non ha cominciato oggi a farlo, lo ha sempre fatto. Purtroppo il calcio è fatto di etichette e Bisoli passa per un difensivista. Ma oggi pomeriggio Bisoli ha fatto tre quarti di allenamento sulla fase attacco. Ma non dobbiamo dirgli noi di fare più questo, lui se ne rende conto da solo. Ora sta ai giocatori essere più bravi a applicare in partita le indicazioni del mister.

L’approccio mentale alla gara è un problema e stiamo cercando soluzioni. Ad Ascoli il Perugia poteva disporre della partita e l’ha addirittura persa. Molte volte i calciatori per primi non capiscono come possa accadere un approccio sbagliato e quando se ne accorgono han già preso lo schiaffo. Si tratta di lavorarci a lungo su questo punto, ci vuole tempo e sono soprattutto i risultati a dare la consapevolezza e la convinzione. Ora non possiamo fermarci su troppi pensieri negativi. Pensiamo all’ obiettivo del Brescia per sabato, più cattivi che mai. L’aspetto mentale è importante perché abbiam costruito la squadra con caratteristiche fisiche e agonistiche che implicano la cattiveria agonistica, tra l’altro tipica delle squadre di Bisoli. All’inizio ne avevamo molta di più e non possiamo prescinderne perché sono una caratteristiche del tecnico e della squadra lo spirito di gruppo e la determinazione, anche se da sole non possono bastare.

Perché i giocatori del Perugia dello scorso anno se ne sono andati? Non era un problema economico trattenere i calciatori dell’anno scorso, ma di convinzione dei giocatori e dei loro procuratori a restare. Pensavano di poter fare facilmente la A, anche se poi magari no ci sono riusciti re alcuni ci hanno ripensato, ma ormai noi avevamo già fatto le nostre scelte e la rosa. Quest’anno noi abbiamo costituito una rosa quasi completa prima del campionato e questo va bene, anche perché, dato che è cambiato tecnico e modo di gioco, noi stessi abbiam pensato che molti dei giocatori dell’anno scorso nonerano più adatti al nuovo sistema.

Comotto è stato squalificato, non l’ho presa bene, ma vanno capiti i momenti della partita. Gianluca si è lamentato con l’arbitro senza insultarlo. Non mi è invece piaciuto il gesto di alcuni giocatori verso la tribuna dell’Ascoli e per questo, anziché una multa, pagheranno una cena.

Allenamenti: tutti i martedì saranno aperti al pubblico, anche per far piacere ai tifosi, ma sempre non si può fare, anche per rispettare sintonia tra sistema di prima squadra e sistema giovanili. Adesso ci sono poi lavori in corso e problematiche di sicurezza.

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Ai tifosi dico di stare sereni e esserci vicini e numerosi col Brescia

Daniele Orlandi – Agenzia Stampa Italia

 

 

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