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Perugia. Come si “distrugge” un monumento unico dei Templari. E’ in atto un’ennesima operazione di vandalismo edilizio. La città si mobilita per bloccare il progetto.

Scritto da il 26/02/2014
sanbevignmate(ASI) Perugia – La cittadinanza si mobilita contro una discutibilissima scelta edilizia frutto di insensibilità artistico-culturale.

“Cari amici, è in corso avanzato (ahinoi) uno scempio gigantesco che va denunciato alla Città. Nell’inquietante silenzio di uffici, amministrazioni e organi di tutela si sta perpetrando a Perugia un gravissimo, inaccettabile attentato all’ambiente, al paesaggio, alla storia della Città. Un progetto edilizio, oggi già in fase di attuazione ma risalente ad alcuni anni fa, sta aggredendo uno spazio delicatissimo all’inizio del viale che conduce al Cimitero Monumentale, esattamente a pochi metri dalla trecentesca Chiesa di San Bevignate, già sede perugina dell’Ordine monastico-cavalleresco dei Templari, monumento di eccezionale importanza e ricchezza di opere d’arte. Si tratta della costruzione, promossa dall’ADISU su terreno a suo tempo ceduto dall’Università, di un enorme complesso destinato a residenza universitaria che, se realizzato, costituirà un irreversibile scempio a un contesto ambientale conservatosi sostanzialmente intatto fino ad oggi.

E’ già stato avviato, senza che la Città ne sia stata fatta consapevole, lo sbancamento che ha distrutto un secolare oliveto. L’edificio, ove sia realizzato, costituirà un perenne atto di accusa a chi lo ha voluto e consentito, allungando la lista degli inutili mostri edilizi che hanno già deturpato la fisionomia di una città che meritava ben altra attenzione; e questo come se non esistessero a poca distanza gli edifici ormai inutilizzati o sottoutilizzati dell’Università e dell’ex-ospedale, o altrove grandi complessi da anni vuoti e in progressivo degrado da restaurare e destinare a funzioni quali nuova residenza universitaria.
L’ ubicazione decentrata di questa casa per lo studente costituirà poi, se messa in opera, un ulteriore impoverimento del centro storico per più versi ormai agonizzante. 
Noi chiediamo con fermezza all’ADISU e a tutte le istituzioni che figurano in intestazione al progetto – ma anche alla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici dell’Umbria – di bloccarne immediatamente l’esecutività e di individuare una diversa collocazione del complesso. A tutti coloro che sembrano averlo dimenticato ricordiamo che la Costituzione della Repubblica Italiana, all’art. 9, “Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”.

Commento Redazione: Ecco un modo per non valorizzare un monumento storico che è una risorsa economica per l’Italia in crisi.

Scritto da
il 26/02/2014.
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