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“Il Grifo in analisi”, considerazioni a bocce ferme sul Perugia, una rivisitazione con tanto di valutazione critica e …clinica.

Scritto da il 13/11/2017
Di illusione in illusione il Perugia produce solo rabbia e sconcerto. Tifosi allarmati, la Prima Divisione è un pericolo reale. Urge velocizzare il gioco.
Nelle illusioni percettive le informazioni provenienti da stimoli reali determinano una falsa interpretazione dell’oggetto da cui provengono gli stimoli stessi. Dall’oggetto della nostra analisi, il Perugia, sono partiti stimoli reali, quelle vittorie ormai lontane di inizio stagione, che hanno determinato un’illusione percettiva nei tifosi e negli addetti ai lavori. L’illusione di avere a che fare con una squadra in grado di competere per le prime posizioni. In aiuto del Grifo vogliamo consultare Freud, padre della psicanalisi, secondo cui un’illusione non è necessariamente falsa. A questo proposito c’era un curioso esempio, quello di una donna convinta che un giorno sarebbe arrivato un principe azzurro a sposarla. Un desiderio di complessa realizzazione, però non del tutto impossibile. Magari per i tifosi più ottimisti la squadra riuscirà nel tempo a competere per situazioni di classifica migliori; magari l’illusione nasce dal fatto che questo sia un desiderio tra i più intimi che ogni tifoso possiede, secondo cui, la squadra per la quale si fa il tifo è sempre la più forte. Però è assai diversa la realtà: a soli due punti dall’ultimo posto, con un’andatura che, se non cambiata, porterà in Lega Pro. Al Penzo contro il Venezia di Pippo Inzaghi, forse è stato proprio l’allenatore avversario, guardando i nomi della rosa dei veneti, l’uomo più pericoloso, quello decisivo, capace di trasmettere la sua voglia di tornare protagonista anche in panchina. Altrimenti come spiegare che il Venezia ha saputo ingabbiare un Perugia mai pericoloso? Non inganni l’espulsione di Cerri, specchietto per le allodole o per chi non vuol vedere: il Grifo avrebbe potuto giocare anche per due settimane di fila ma non avrebbe mai segnato. Diceva Liedhom che in inferiorità numerica non è impossibile compattarsi, giocare addirittura meglio di quando si è ad armi pari. È stato smentito anche questo assioma, molto frequente! Prestazione censurabile, squadra molle, affatto aggressiva, uomini sempre in ritardo nei contrasti. Cosa abbia portato il Perugia a mutare pelle così rapidamente e a trasformarsi in brutto anatroccolo resta un mistero. Ma visto che la speranza deve essere costantemente richiamata, anche il brutto anatroccolo può tornare ad essere un Grifo vero e non cigno: altrimenti questa sì che sarebbe una ennesima illusione.
Raffaele Garinella-TifoGrifo.com
Scritto da
il 13/11/2017.
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