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Grifo camaleontico scampato all’ imboscata di Novara ora deve far… impazzire il Verona.

Scritto da il 22/04/2017

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Fitta la “boscaglia” che ha tentato di ostacolare il cammino del Perugia in quel di Novara. Ci ha pensato Dezi, a un quarto d’ora dalla fine, rapido ed abile nello sbloccare una partita tanto complicata quanto decisiva. E se Dezi crea, Brignoli conserva. Un portiere tenaglia, che non ha mollato un pallone, uno, per afferrare quei tre punti scaccia crisi, che rilanciano a pieno titolo il grifo nella corsa spareggi. Poi Bucchi: stimolato dalle critiche degli ultimi giorni, sia esterne -critica e tifoseria-, che interne, su tutte quelle del responsabile dell’area tecnica, Roberto Goretti, ha deciso di rinunciare al fedele 4-3-3, modulo diventato nell’ultimo periodo, tanto prevedibile quanto improduttivo.
Così come aveva fatto Camplone in passato che, in un momento decisivo del campionato rinnegò il maestro Galeone per una praticità di più recente mazzarriana memoria, anche Bucchi ha cambiato d’abito al suo Grifo. A Novara, in cerca di vittoria dopo il magro bottino di due punti in tre partite, ha proposto il 3-5-2, proprio come ad Avellino. Mancini e Monaco a far da reparto cerniera alta, con l’instancabile Di Chiara a scorrazzare sul centro sinistra. Mustacchio e Fazzi le due ali a protezione dei tre mediani, Brighi, Gnahorè ed Acampora, rispolverati dopo essere stati frettolosamente accantonati contro l’Ascoli. In avanti, a far coppia con Nicastro, c’è la sorpresa Forte. Di Carmine e Volta sono fermi per infortunio. Dicevamo di Forte, rivelatosi abile interprete del ruolo di centravanti, punto di riferimento per i centrocampisti, prezioso nelle barricate difensive. È un Perugia che, quando non va a rete con gli attaccanti, trova il bersaglio grosso attraverso gli inserimenti dei centrocampisti. Dezi a Novara, come Gnahorè contro il Pisa, senza dimenticare Ricci, Brighi ed Acampora, tutti in goal in questa stagione. La partita, è stata decisa dalle strategie tattiche dell’allenatore. In una gara bloccata, gli inserimenti di Dezi e soprattutto di Terrani si sono rivelati decisivi. Tre punti propedeutici per la classifica, corroboranti per preparare al meglio la partita con il Verona. Avversario protagonista di una stagione in chiaro -scuro. Per annientare il Verona serve un bacio, o meglio un “cazzotto”, come si chiamavano in prima battuta i baci prima che Luisa Spagnoli si lasciasse meglio ispirare. E così, citando Shakespeare, “con un bacio io muoio”, varrà la pena mandare un bacio a Giulietta e stendere con un diretto al mento il pugnace Romeo. Nella città dei baci, a mancare non sono certo il carattere e la fantasia.
Raffaele Garinella – TifoGrifo.com

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il 22/04/2017.
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