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Giunti-Perugia, un matrimonio che “s’ha da fare”,

Scritto da il 13/06/2017

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Giunti-Perugia, un matrimonio che “s’ha da fare”, nonostante fastidiosi rumors che risalgono ad un passato lontano. Tutti i particolari in cronaca, con documenti di ottima mano.

Un matrimonio in dirittura d’arrivo quello tra Giunti e il Perugia, a dispetto di qualche “don Rodrigo” di manzoniana memoria che non vede di buon occhio il prossimo allenatore del Perugia. Il motivo, stando ai commenti in rete, è da ricercare nella partita Piacenza-Perugia che determinò nella stagione sportiva 1996/97 la retrocessione in serie B del grifo. Secondo una parte di tifosi, Giunti ed altri suoi compagni non si sarebbero impegnati in maniera adeguata nella “partita dell’anno”. Ancora oggi c’è chi parla di “fedelissimi” di Galeone e “nemici” di Nevio Scala. Ma andiamo con ordine. E per viaggiare nel tempo, ci avvaliamo di attingere preziose testimonianze da “Il Perugia”, giornale che vantava penne illustri come Claudio Sampaolo e Mario Mariano. Nella partita di Firenze, persa per 4-1, che di fatto costò a Galeone la panchina, scese in campo la seguente formazione:
Kocic; Rocco, Castellini, Matrecano, Di Chiara (22 st Artistico); Kreek, Giunti, Allegri; Gautieri, Pizzi (1 st Goretti, 39 st Pagano), Rapajc. A disp. Spagnulo, Traversa, Manicone, Cottini. All. Galeone. Tra i migliori in campo, Kocic, nonostante le quattro reti. Nel “Tandem- spunti & appunti attorno al Perugia”, curato da Mariano e Sampaolo, veniva evidenziata la parziale condivisione dell’esonero del Gale “nella sostanza si, nella forma e nella gestione complessiva del contrasto con Gaucci, trascinatosi per mesi e mesi, assolutamente no…”
Per dovere di cronaca, va ricordato che fino a quella domenica, il miglior grifone era stato Federico Giunti, con una media voto di 6,41, seguito da Gautieri con la media voto di 6,36. Sempre da “Il Perugia” questa volta del 09 marzo 1997, si cita la rubrica di Roberto Borgioni dal titolo “I ritratti dei Grifoni”. Nel numero in questione, tocca a Federico Giunti, “Il principe azzurro”. L’autore scrive: “È il capitano ed il leader del Perugia, non sbaglia una partita dalla notte dei tempi, ed ora si è messo a segnare pure su rigore. Per lui litigano Milan e Roma, Gaucci lo ha dichiarato incedibile, ma intanto sarà chiamato da Maldini in Nazionale…” Giunti abbassò il rendimento ma il calo fu complessivo, di tutta la squadra che con Scala, non ottenne la svolta sperata da Gaucci. E siccome la matematica non è un’opinione, la stessa ci aiuta a comprendere come forse, sia stata non corretta la scelta dell’esonero di Galeone. Nel numero “Il Perugia” del 23 marzo 1997, Claudio Sampaolo firma un interessante articolo dal titolo “Ombre rosse”. Vengono riportati dati statistici inconfutabili. Con Scala in 10 turni il Perugia aveva totalizzato 6 punti, rendimento che relegava il Perugia all’ultimo posto di quelle dieci giornate. Successivamente arrivarono alcune partite importanti, come la vittoria per 3-2 sul Cagliari o quella per 5-1 contro il Bologna, che servirono a poco perché, bisogna annoverare anche le duplici- e forse letali-trasferte di Verona e Vicenza, dove il Perugia incassò sei reti. C’è una fotografia, per chi ha la fortuna di consultare quel prezioso giornale “Il Perugia”, in cui viene immortalato, dopo la disfatta di Vicenza, un Federico Giunti dallo sguardo indefinito e con il capo chino. Non serve uno scienziato per comprendere la sofferenza di chi aveva ed ha a cuore le sorti del Perugia e non riusciva più ad incidere in maniera efficace. Si arrivò così alla domenica di Perugia-Roma, penultima di campionato, 2-0 per il grifo con reti di Rapaijc e Negri. Unici nei, di cui uno maligno, l’ammonizione di Kreek, diffidato e squalificato e l’espulsione di Bucci, al minuto 44′ del secondo tempo. Anche questa volta, “Il Perugia”, nella rubrica “Le pagelle del Grifone” a cura di Roberto Borgioni, assegnò i voti complessivi ai calciatori biancorossi, titolando “Giunti-Negri coppia regina”. A Giunti viene dato 7, con questo giudizio : ” Il migliore, per qualità e continuità. Per mesi ha retto la baracca, si è conquistato una convocazione in Nazionale, ha stretto i denti scendendo in campo anche quando era infortunato. Un capitano vero, una bandiera. C’è ancora qualcuno pronto a criticare chi ha inventato Federico regista?”. E qui la domanda nasce spontanea: C’è ancora qualcuno pronto a gettare la croce della retrocessione sulle spalle di Giunti? Che con 180 minuti di anticipo sulla fine del campionato, centrò il trofeo di “Miglior Grifone” bissando il successo ottenuto nel campionato 1995/96, senza dimenticare la vittoria nella stagione 1991/92. Media voto, 6,32. Si retrocede e si vince da squadra, semmai a Piacenza pesarono le assenze di Bucci e Kreek. Quella domenica per salvarsi il Perugia non avrebbe dovuto perdere mentre il Cagliari per conquistare lo spareggio avrebbe dovuto vincere a Milano e sperare nella vittoria degli emiliani, mentre il Piacenza, per salvarsi direttamente, avrebbe dovuto battere il Perugia e sperare nel capitombolo del Cagliari. Giunti scese in campo dopo una settimana tribolata caratterizzata da una fastidiosa puntura di insetto che lo mise KO. Nonostante tutto giocò per 67 minuti, sostituito da Pizzi. Il Perugia scese in campo con la seguente formazione e il quotidiano “La Repubblica” assegnò questi voti:
Spagnulo 6; Mijalkovic 5, Castellini 5, (13 st Rudi 6), Matrecano 5.5, Di Cara 5, Di Chiara 5.5 ( 7 st Materazzi 6); Gautieri 5.5, Giunti 6 ( 23 st Pizzi 6.5), Goretti 6; Negri 5.5, Rapaijc 5.
Ma quali furono le sostanziali differenze tra il Perugia di Galeone caduto a Firenze e quello di Scala sconfitto a Piacenza? Tralasciando i subentrati e gli infortunati, le differenze tra i titolari sono rappresentate da Kocic (gli fu preferito Bucci), Rocco (ceduto al Torino), Mijalkovic (arrivato dal Partizan), Allegri (ceduto al Padova). Formazioni molto simili dunque, ma ci fu chi – diversi per la verità- rimasero emotivamente scossi dal cambio di allenatore, la piazza compresa. I tifosi storsero il naso di fronte alla scelta di Scala, che pure aveva dietro le spalle i fasti di Parma. Qualcosa di magico si era spezzato, la nostalgia per Galeone ebbe effetti dirompenti, ed allora una domanda: Perché prendersela ancora con Giunti ed il suo presunto ammutinamento, quando documenti alla mano era stato anche nel post Galeone tra i pochi a salvare la faccia?

Raffaele Garinella – TifoGrifo.com

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il 13/06/2017.
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